Il Tirreno

Lucca

«Occorrono interventi immediati, a rischio la salute»

di Barbara Antoni
«Occorrono interventi immediati, a rischio la salute»

L’ex assessore Pellegrini Masini bacchetta il sindaco. «Niente scuse sui soldi che mancano, cominciamo a fare zone col limite di 30 km/h»

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LUCCA. Diciotto sforamenti di polveri fini nell’aria a fine febbraio su un massimo consentito di 35 in un anno. L’ultimo risale al 25 febbraio, con un valore di 62 microgrammi di Pm10 registrati su una soglia massima di 50. Con questo dato Lucca e la Piana confermano il primato in Toscana per peggior qualità dell’aria (a ieri gli sforamenti erano 12 nell’agglomerato fiorentino, 12 nell’area di Prato-Pistoia, 12 di Arezzo, 7 nel Valdarno Pisano).

Partendo da questo dato infelice, dal suo blog Città di domani, Giuseppe Pellegrini Masini, ex assessore Idv all’ambiente della giunta di Alessandro Tambellini (che gli revocò le deleghe ad agosto 2013, dopo un anno poco più di incarico), tira le orecchie al sindaco, lo invita a prendere quanto prima provvedimenti visto che la qualità dell’aria è in primo luogo un fatto di salute pubblica, di cui il primo cittadino è responsabile. Cosa fare? Ad esempio istituire zone con velocità massima di 30 km/h visto che le emissioni delle auto hanno grande peso sulle polveri fini.

L’ex assessore è chiaro. «Il sindaco riprenda in mano il Pac, piano di azione comunale su la qualità dell'aria, approvato dalla sua giunta nel luglio 2012 - consiglia energicamente - e prenda in considerazione per una pronta attuazione tutte le misure in esso elencate. Si obblighi poi Sistema Ambiente a rispettare il piano economico e finanziario approvato in consiglio comunale nel 2013 che prevede la realizzazione di un piano di lavaggio delle strade più trafficate per impedire il fenomeno del risollevamento delle polveri: i cittadini hanno già pagato nella Tares per questo servizio e hanno diritto ad averlo. Il sindaco, inoltre, faccia in modo che la polizia municipale compia controlli regolari, possibilmente quotidiani, nella zona verde in modo che il divieto di circolazione per i veicoli non autorizzati venga applicato».

Pellegrini Masini sottolinea che «le scarse risorse economiche non possono essere una scusa per non intervenire. Alcuni interventi sono a basso costo: vedi l'istituzione di zone 30, cioè zone con il limite di 30Km/h nelle aree residenziali, o una campagna di informazione con un sistema di incentivazione a punti per chi utilizza la bici o gli abbonamenti del bus».

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