Finanza
Numeri Uno, riorganizzazioni contestate
Parecchi licenziamenti nelle librerie della società che ha rilevato l’attività del punto vendita ex Edison in via Roma
LUCCA. Numeri Uno srl. Si chiama così la società subentrata a settembre 2012 nella libreria di via Roma, al centro della vicenda che fa tanto discutere (come vediamo nell’articolo sotto) per i licenziamenti di due dipenden ti a cui vengono contestate telefonate private sul lavoro.
Al momento dell'atto di cessione la srl portava il nome di Numeri Primi (che è anche il nome di una collana Mondadori), cambiata poi in Numeri Uno pochi giorni dopo. Nasce, con sede a Roma, proprio a settembre 2012 con un capitale sociale di 10mila euro: una piccola società, dunque, che però avrebbe dovuto far fronte fin da subito al pagamento dell'affitto della libreria (situata in uno storico Palazzo del centro lucchese) e degli stipendi dei dipendenti. L'amministratore unico di allora era Luca Russillo che, raggiunto telefonicamente perché potesse spiegare la posizione dell’azienda contestata dai licenziati e dal sindacato, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, rispondendo che avrebbe inoltrato il nostro numero a un rappresentante della società.
Firenze, Verona, Lucca. Tre città legate da destini simili, nel segno di Edison, prima, Numeri Uno srl dopo. Dopo aver letto l'articolo sul Tirreno, ha chiamato in redazione una ex dipendente di Edison Firenze per raccontare un’altra vicenda nella libreria fiorentina, fino al giorno dello sfratto da parte di Feltrinelli. «Nell'estate del 2012 – ha detto – prima che la libreria venisse sfrattata cominciarono a verificarsi dei movimenti in Edison per ridurre il personale. Dicevano infatti che in quel modo, cioè tagliando il numero dei dipendenti, avrebbero reso più appetibile la libreria anche per far subentrare un franchising. Lo stesso che poi è subentrato a Lucca. Eravamo quaranta lavoratori, non riuscirono a mandarci a casa: capirono ben presto, infatti, che non sarebbero riusciti a far subentrare il franchising perché la Edison era sotto sfratto da parte di Feltrinelli. L'attività era produttiva, la libreria era frequentata e lavoravamo tanto: avrebbero potuto riaprire in un'altra sede, invece hanno preferito chiudere e licenziarci tutti».
Altra storia viene segnalata a Verona, dove la vigilia di Natale del 2012 i librai della Gheduzzi – Mondadori (prima Gheduzzi – Edison) dichiararono sciopero per protestare contro la gestione della Numeri Uno srl. «Alla fine di agosto 2012, la società Libreria Porta Borsari srl, che gestisce la Gheduzzi, dichiara volontariamente lo stato di liquidazione per il grave dissesto finanziario in cui versa il gruppo di appartenenza, Edison Group proprietà di Stefano Bellentani – scrivono su un post su Facebook - I dipendenti stessi propongono di costituirsi in cooperativa e rilevare la gestione, ma il liquidatore respinge la proposta e comunica che l’azienda sarà ceduta in affitto ad altra società. Ad ottobre, il primo incontro con la società Numeri Uno srl, nella persona dell’allora amministratore Luca Russillo. La richiesta è perentoria: dei 13 dipendenti attivi, la nuova società abbisogna di 7 soltanto. Si propone la dimissione volontaria a tutti e la riassunzione di alcuni con abbassamento dei livelli e condizioni peggiorative di contratto. I dipendenti non accettano le richieste. Il 16 novembre 2012, Libreria Porta Borsari srl, su espressa richiesta dalla gestione entrante procede alla sospensione dal servizio con effetto immediato di 3 dipendenti, tutti contrattualizzati a tempo indeterminato. Un quarto contratto è in scadenza il 20 novembre e non verrà rinnovato. Un quinto dipendente sceglierà di lasciare pochi giorni dopo, per incompatibilità lavorativa con le condizioni richieste dalla gestione Numeri Uno srl».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google