Il dolore
Il Banco Popolare è più solido
L’assemblea dei soci ha dato l’ok all’aumento di capitale di 1,5 miliardi voluto dalla Bce
LUCCA. Sono arrivati a Lucca da tutta la Toscana, ma anche dall’Umbria e dalla Liguria. Erano un migliaio ieri mattina i soci del Banco Popolare che nel corso dell’assemblea straordinaria hanno dato il via libera a un aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro.
Un’operazione coraggiosa ma sostanzialmente anche obbligata dalle linee guida della Banca centrale europea che ha chiesto alle prime cinque banche sistemiche italiane di aumentare la propria patrimonializzazione. Così nel giorno in cui il Banco Popolare serra le fila e prova a giocare d’anticipo in vista dell’esame degli attivi bancari condotto dalla Bce, Lucca è diventata assieme a Lodi, Verona e Novara – tutte collegate in diretta video –, una delle sedi decisionali grazie all’allestimento di una tensostruttura nell’area del polo fieristico di Sorbano del Giudice. Una «decisione sofferta», come ha confermato il presidente Carlo Fratta Pasini, ma che «si accompagna al massimo impegno da parte di tutti di consegnare ai soci i risultati del piano industriale presentato venerdì».
La decisione è passata a larghissima maggioranza dopo due ore di dibattito in cui è emersa chiaramente la volontà di sostenere la banca in questo passaggio delicato alla vigilia degli esami europei per la vigilanza unica. A fare gli onori di casa è stato Roberto Perico, direttore territoriale della Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, che ha commentato l’importanza dell’aumento di capitale, «dovuto a vari fattori. Il principale sono i parametri che la Banca centrale europea ha imposto alle banche “sistemiche” del Paese, delle quali noi facciamo parte. Questo aumento di capitale ci servirà per essere ancora più presenti nei confronti delle famiglie, delle imprese e dei nostri territori». Una linea condivisa anche dalla presidente degli Industriali Cristina Galeotti che prevede che anche altri istituti procederanno con l’aumento di capitale: «In questo modo si aiuta il futuro dell’operatività della banca dotandola di un patrimonio rafforzato e della possibilità di essere più presente sulle imprese e sui privati con una maggiore facilità negli impieghi». Poi aggiunge che il problema della stretta del credito è importante ma che altrettanto importante è la ripresa dell’economia nazionale. «Non bisogna dimenticare – dice – che il livello di domanda di credito è molto contenuto, sia per gli investimenti, sia per il capitale circolante, perché i fatturati non aumentano e quindi anche le esigenze nel breve termine non sono elevate».
Capitalizzazione della banca che è essenziale anche per il commercialista Paolo Rontani che ritiene «questo passaggio fondamentale in modo da potersi riversare su quella che è l’economia territoriale e dare nuova linfa alle imprese. Per questo è importante che ci sia la disponibilità della banca a seguire un percorso che vada incontro all’imprenditoria».
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