Proteste
«Posto per Lucca al Galilei»: torna il dialogo con Pisa
L’amministratore dell’aeroporto, Gina Giani: «Tempi avanzati per ipotizzare risultati di un piano di co-marketing nel 2014, ma si può lavorare per il 2015»
LUCCA. La strada buona è tracciata, il feeling ritrovato. E i risultati a questo punto hanno tutti i presupposti per arrivare. Ma non prima del 2015.
Parliamo di una relazione fondamentale per la città di Lucca, bruscamente interrotta nel 2012 dopo l’insediamento dell’attuale amministrazione e poi riallacciata: quella con la Sat spa, la Società Aeroporto Toscano che gestisce la stazione aeroportuale pisana Galileo Galilei.
«Il feeling è positivo adesso», conferma l’amministratore delegato di Sat spa Gina Giani. Ma il fatto che due anni fa una relazione ideale nata con il patto di gemellaggio tra i Comuni di Lucca, di Pisa e l’aeroporto (sancito nel dicembre del 2009 a Villa Bottini) si sia spezzata, perché nel 2012 l’assessore al turismo di Lucca Patrizia Favati non aveva più creduto in quel progetto di promozione unica di due città dal territorio contiguo, con potenzialità di offerta turistica pressoché inesauribili tanto da costituire insieme un pacchetto turistico anche in bassa stagione (grazie anche alla presenza dell’aeroporto e del sito di prenotazioni a suo tempo attivato) ha rallentato i tempi di ripresa del dialogo.
«Ricostruire è difficile, distruggere è facile», dice Gina Giani. E il tono non è assolutamente polemico. Semmai un tantino preoccupato, per il semplice fatto che, come spiega, «siamo in tanti problemi affaccendati. Il Galilei serve tutte le città toscane, non possiamo pensare solo a Lucca. Il tempo e gli impegni ce lo impediscono. Ma ora di positivo c’è che i sindaci si sono riparlati dopo l’interruzione del progetto di co-marketing che prevedeva il cofinanziamento delle due amministrazioni».
Considerati i tempi, a questo punto l’amministratore delegato di Sat ritiene che - anche se si imbastisse adesso un nuovo progetto di promozione sinergica fra Pisa, Lucca e l’aeroporto - gli effetti non si avvertirebbero prima del 2015. Possiamo prevedere di partire nel 2015 se cominciamo a parlarne adesso - spiega la manager -. Niente è irraggiungibile. Ma occorre agire, non insistere troppo sui protocolli. E - continua - una volta che potremo mettere su un nuovo progetto, è impensabile che possiamo essere sempre noi, i vertici di aeroporto e amministrazioni, a gestirlo e portarlo avanti. Gli impegni quotidiani di tutti sono troppi. Per questo una volta gettate le linee del piano, occorrerà individuare il soggetto giusto a cui farlo portare avanti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
