Il Tirreno

Lucca

La Cantoni dice addio e lascia i dipendenti senza lavoro

di Alessandro Petrini
La Cantoni dice addio e lascia i dipendenti senza lavoro

Chiude l’ultimo stabilimento rimasto dell’azienda storica dell’Acquacalda. Un dramma quasi tutto al femminile: le lavoratrici sono 19 su un totale addetti di 21

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LUCCA. Basta girare lo sguardo alla propria sinistra per vedere la storica ciminiera della Cantoni. Siamo all’Acquacalda, nell’area produttiva di via della Canovetta dove negli ultimi anni si sono insediate aziende su aziende e nomi di multinazionali. La struttura della vecchia manifattura è di un colore giallo intenso che fa contrasto con il capannone in prefabbricato che gli sta davanti, con il cartellone “Cucirini Coats”. Quel che rimane di una delle più importate fabbriche dell’intera Lucchesia si trova qui, sovrastata dall’edificio storico che è separato da una rete e dista non più di una decina di metri. E’ qui che nel 2009 si è spostato il magazzino dell’azienda che si occupa di tutto ciò che riguarda i filati, dalle forbici alle spagnolette, fino ai rocchetti. E’ il suo ultimo giorno di vita. Con stasera, quando si chiuderanno definitivamente i cancelli, quel che resta della storica Cantoni abbandonerà definitivamente Lucca delocalizzando in Ungheria anche l’ultimo magazzino destinato a centro logistico per la grande distribuzione.

Ad andarsene definitivamente è un pezzo importante di storia lucchese, fatta di conquiste sindacali e di situazioni che si intrecciano con migliaia di famiglie. Un cambiamento epocale che soprattutto travolge gli ultimi 21 lavoratori dell’azienda che ora sono destinati a rimanere senza lavoro. Una dramma quasi tutto al femminile – le donne sono 19 – che mette in difficoltà queste persone che hanno passato gli ultimi 15-20 anni della loro vita a lavorare tra i filati.

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