Il Tirreno

Lucca

mostra alla fondazione ragghianti

Il “silenzio” di Lucca nei paesaggi di Prencipe

Il “silenzio” di Lucca nei paesaggi di Prencipe

LUCCA. È dedicata quasi esclusivamente a Lucca e ai paesaggi collinari, montani e marini del territorio la mostra di Umberto Prencipe che da oggi al 22 giugno sarà ospitata nelle sale espositive...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. È dedicata quasi esclusivamente a Lucca e ai paesaggi collinari, montani e marini del territorio la mostra di Umberto Prencipe che da oggi al 22 giugno sarà ospitata nelle sale espositive della fondazione Ragghianti. 118 opere tra dipinti, disegni e acqueforti che raccontano un periodo di vita dell’artista, nato a Napoli nel 1879 e vissuto tra Orvieto, la Toscana e Roma dove morì nel 1962. Sette anni intensi - dal 1914 al 1921) vissuti a Lucca come docente all’istituto d’arte, tra i suoi allievi ebbe future celebrità come Meschi. Formato all’Accademia di Belle Arti di Roma, ottenne uno strepitoso successo con il dipinto “Clausura” prima di trasferirsi a Orvieto, una delle “città del silenzio” italiane, nella quale si affermò come maestro incisore.

Un uomo schivo, riservato e raffinato che guardava il mondo con gli occhi del suo tempo, ritraendo i luoghi più suggestivi e di forte pregnanza simbolica cercando corrispondenza nella propria interiorità. Distante da ogni forma di mondanità, Prencipe amava vivere in solitudine in ambienti consoni alla propria personalità. Per questo rimase letteralmente folgorato da Lucca che, per le sue caratteristiche, trovò congeniale con le proprie esigenze. Insomma un’altra “città del silenzio” forse ancor più affascinante di Orvieto che gli ispirò grandi capolavori. Gli struggenti paesaggi della Lucchesia e della Versilia e i magnifici scorci cittadini che, secondo una linea di moderata modernità, si conciliano con la tradizione ottocentesca, la sintesi costruttiva di Cézanne e le accensioni cromatiche del postimpressionismo. Il percorso espositivo - spiegano le curatrici Teresa Sacchi Lodispoto e Sabrina Spinazzè – è articolato in otto sezioni dedicate al territorio lucchese ed una ad artisti con i quali Prencipe ha interagito, come Alceste Campriani con uno straordinario autoritratto. Insieme ai paesaggi tre dipinti insoliti per l’artista che eccezionalmente volle ritrarre la moglie e le figlie, viste però di spalle o di profilo, praticamente irriconoscibili.

La mostra, come spiega il direttore scientifico della fondazione Maria Teresa Filieri, è stata fortemente voluta dalla figlia Giovanna, scomparsa due anni fa ultracentenaria, la quale aveva più volte espresso il desiderio di lasciare a Lucca un ricordo dell’amato padre. E quale luogo migliore della fondazione intitolata a Carlo Ludovico Ragghianti che tanto aveva apprezzato l’opera di Prencipe? «La mostra - spiega il presidente Giorgio Tori - fa parte di un progetto finalizzato alla valorizzazione del patrimonio artistico del Novecento che intendiamo proporre con occasioni didattiche e di approfondimento».

Rossella Lucchesi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web