Il Tirreno

Lucca

D’Alessandro: «Davanti a voi non parlo»

di Barbara Antoni
D’Alessandro: «Davanti a voi non parlo»

Idv e M5S non fanno cominciare l’assemblea convocata per ascoltare l’idea di usare il mercato come location del Winter

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LUCCA. In una miscela di colpi bassi, fraintesi, puro disfattismo e non nascosti rancori va in scena il teatro dell’assurdo alla Casa della città sotto il teatro del Giglio. La ribalta è quella della commissione urbanistica convocata (ieri alle 10) dal presidente Lucio Pagliaro per ascoltare un ospite d’eccezione, il patron di Summer e Winter Festival Mimmo D’Alessandro, circa la sua proposta di utilizzare il mercato del Carmine come location per gli spettacoli del festival invernale. Pagliaro non ha preparato scalette, non si aspetta quel fuoco di fila di accuse, di illazioni su presunti trattamenti di favore usati convocando una commissione per un ospite solo, come sbotta in apertura il capogruppo Idv Roberto Lenzi (tra l’altro vice presidente della commissione), e senza un progetto scritto e prima discusso, come sottolinea senza troppa eleganza la capogruppo M5S Daniela Rosellini.

Venti minuti di puro caos. Una baraonda, una situazione imbarazzante che va avanti per venti minuti poco più prima che il presidente la interrompa. «Niente di personale contro D’Alessandro - spiega Lenzi - sollevo una questione di metodo della commissione. Mi rammarico - chiarirà in serata - che il mio intervento abbia avuto effetto opposto a quello auspicato. Spero che D’Alessandro torni in commissione a illustrare le sue idee sul Carmine e che uguale possibilità sia data a chiunque abbia un’idea da suggerire sull’utilizzo di questa importante area della città».

La frittata è fatta. Alla prima uscita di Lenzi si agganciano, oltre Rosellini, il capogruppo di Governare Lucca Piero Angelini («facciamola finita con questa giaculatoria, chiedo a D’Alessandro di illustrare il suo percorso»), l’ex sindaco Pietro Fazzi (oggi capogruppo di Liberi e Responsabili) che vista la confusione propone di chiudere lì la commissione e rinviarla. Altri presenti, come Massimo Bonino di Confartigianato, fanno notare che «c’è un tavolo di lavoro sul Carmine convocato dal sindaco e in quella sede di doveva parlare anche di questa idea». L’assessore all’urbanistica Serena Mammini cerca di mettere fine a questa parentesi davvero poco edificante, ma inascoltata. D’Alessandro in pratica nemmeno riesce a parlare. «Non ho un progetto, ho un’idea - dice soltanto -. Se avessi un progetto non lo esporrei adesso in questa sede». E si fa da parte, lasciando ai litiganti l’arena.

A scena chiusa. Dopo i convulsi venti minuti, la sala presto si svuota. Lenzi è uno dei primi ad andarsene, Rosellini idem. Fuori rimangono pochi consiglieri, presidente compreso.

Il rammarico di Pagliaro. «La città perde un momento di discussione. Chiudiamo la commissione, la aggiorneremo in altre forme», sono le ultime parole di Pagliaro in pubblico. Visibilmente scosso, finita l’assemblea, ribadisce: «Mi sento uno che ha dato l’opportunità a una persona di dire la sua. Penso oltretutto che usare il Carmine per il Winter Festival sia una buona idea, e realizzabile».

«Che scivolone». «Se uno viene invitato, e non è uno qualunque, ma un soggetto qualificato, dev’essere ascoltato. Ho proposto di sospendere la seduta e di ripartire da zero perché tutta questa situazione ha toccato la sensibilità di D’Alessandro. Un vero scivolone, che mette in evidenza anche le solite divergenze di impostazione nella maggioranza. E ognuno cerca protagonismo».

«Un’amministrazione inadeguata». Ci va giù duro Angelini. «Questa amministrazione non sa nemmeno convocare e valorizzare una presenza come D’Alessandro. Le scalette di una commissione vanno concordate, si dovevano informare prima i membri della commissione e chiedere chi voleva parlare», dice l’ex senatore.

«Ho la testa dura, e vado avanti». La concitazione non ha scalfito D’Alessandro. Il quale nel bel mezzo del caos ha puntualizzato che lui nel mezzo di contese dallo squisito sapore politico non intende starci. «Grazie a Fazzi e all’ex presidente della Provincia Andrea Tagliasacchi che hanno voluto e sostenuto all’inizio il Summer festival. Questo avrei voluto dire in commissione se me ne avessero dato modo - spiega il direttore artistico delle due manifestazioni musicali che portano il nome di Lucca nel mondo -. Ho la sensazione che mi si voglia cacciare e che non si abbia il coraggio di dirmelo. Ma io non mi stanco, perché ho la testa dura». E anche della sua proposta sul Carmine continua a sentirsi sicuro. «Credo nel Winter festival - dice - e qui a Lucca non ci sono strutture per ospitarlo. Il mio interesse per il Carmine rimane. Non voglio fare politica, non è il mio mestiere. La mia disponibilità c’è sempre. E se si vuole avviare un discorso serio, a un tavolo che sia costruttivo, sono pronto a starci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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