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Non è un usuraio, assolto l’ex sponsor del Lammari

Non è un usuraio, assolto l’ex sponsor del Lammari

L’imprenditore Luigi Isola guida una società che commercializza carta da macero e nel novembre del 2012 aveva subito un maxi sequestro: soldi e la Ferrari 360

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LAMMARI. Incubo finito per l’imprenditore della carta Luigi Isola, che era accusato di usura. Il gup Silvia Mugnaini, al termine dell’udienza svolta con rito abbreviato, lo ha infatti assolto “perché il fatto non sussiste”. La sentenza alle 13,30, dopo una camera di consiglio durata poco più di mezz’ora e dopo l’appassionata arringa dell’avvocato difensore Claudia Selmi che ha parlato per un’ora e mezzo. A tutelare Isola per la parte civile era invece l’avvocato Marcantonio Gambardella.

L’imprenditore, ex sponsor della squadra di calcio del Lammari, era finito nei guai a conclusione di un’inchiesta guidata dal sostituto procuratore Enrico Corucci e affidata alla guardia di finanza.

Nel novembre del 2012 Isola si era visto sequestrare la sua Ferrari 360 Modena, lingotti in oro per 430mila euro, denaro e titoli per più di un milione: in totale 1 milione e 680 mila euro, per r gli investigatori l'equivalente dell'importo guadagnato con la presunta illecita attività d'usura. Il sequestro era stato poi annullato dal tribunale del riesame.

Secondo le accuse, il presunto reato di usura traeva origine dalle fatture. In particolare dalle transazioni commerciali che avvenivano tra la ditta lucchese di Isola e due società venete (una commerciale e una cartaria) facenti capo al broker Giulian Toscan, dichiarato fallito e che avrebbe collaborato con le fiamme gialle.

Per gli investigatori per la prima volta in Toscana (forse in Italia) sarebbero state utilizzate 600 fatture non per coprire operazioni inesistenti (come accade spesso per evadere le imposte), ma per restituire prestiti di natura usuraria.

In sostanza, stando agli investigatori della guardia di finanza, l'imprenditore li sarebbe comportato come una banca. Erogando finanziamenti al collega veneto in difficoltà a tassi superiori rispetto a quelli stabiliti dalla legge, che arrivavano, per l'accusa, anche al 150%.

L'usura, per le fiamme gialle, si traduceva in fittizie transazioni commerciali di vendita di cellulosa dietro cui si nascondeva la restituzione maggiorata di interessi illegali del prestito concesso. I finanzieri si sono insospettiti vedendo che i locali di una delle cartiere venete non possono ospitare la rilevante quantità di cellulosa movimentata solo a livello documentale.

Isola è titolare di un impero ha costruito un piccolo impero che arriva sino in Cina con la commercializzazione della carta da macero.

L’imprenditore, amministratore dell'omonima società per azioni con sede a Lammari, si era sempre professato del tutto innocente e aveva respinto le accuse della Procura.

Ieri la sentenza del gup che lo assolve.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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