Sicurezza
«Che fine ha fatto il telelavoro?»
GALLICANO. Il consigliere comunale di minoranza Daniele Venturini, della lista Gallicano concreta e solidale, ha presentato all’attuale sindaco un’interpellanza sulla questione del telelavoro....
GALLICANO. Il consigliere comunale di minoranza Daniele Venturini, della lista Gallicano concreta e solidale, ha presentato all’attuale sindaco un’interpellanza sulla questione del telelavoro.
Quando venne inaugurato, nel 2009, fu la Comunità Montana a provvedere alla realizzazione delle operazioni di sistemazione e diversa divisione dei locali, in tutto circa 200 metri quadrati concessi in comodato d'uso dal Comune di Gallicano, presso la sala Guazzelli che oggi ospita la sede della Polizia locale.
Furono previsti, all’epoca, dieci telelavoratori che dovevano fornire le prestazioni ad aziende ed enti.
Il Telecentro, nelle intenzioni dei creatori, sarebbe dovuto esser una struttura con dotazioni informatiche e strumenti telematici, create per sviluppare attività di telelavoro, formazione e fornire servizi che rispondano ad esigenze di comunità economicamente e geograficamente svantaggiate proprio come la zona della media valle del Serchio e della Garfagnana.
Daniele Venturini è attualmente consigliere di minoranza e molti cittadini si sono rivolti a lui proprio per avere risposte su questo tema.
«Mi risulta – afferma proprio Daniele Venturini - che il centro di Telelavoro è stato aperto per meno di un anno. I servizi erano gestiti dalla cooperativa Clelia. Vi hanno lavorato due persone. Una ha avuto un contratto di collaborazione con una retribuzione di 500 euro al mese. E mi risulta che la seconda avrebbe lavorato ricevendo un compenso di 200 euro, forse in maniera non regolare. Entrambe hanno lasciato il Telelavoro, perché le condizioni erano risibili. Non mi risulta che, all’interno della struttura di Gallicano,abbiano lavorato altre persone».
Venturini chiede quindi con questa interpellanza, all’attuale primo cittadino, di conoscere i contenuti del contratto tra Comune e Comunità Montana (oggi Unione dei Comuni) e soprattutto di sapere il motivo dell’infelice esito di questo progetto ed i costi dello stesso.
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