Finanza
Affitti rinegoziati per evitare chiusure
Tanti esercizi del centro stanno tentando anche questa carta. E oggi i proprietari sembrano più disponibili ad agevolarli
LUCCA. Contratti di affitto rinegoziati, almeno per un periodo di tempo determinato, per alleviare il peso dei costi fissi sulla propria attività. Tanti commercianti del centro storico stanno tentando anche questa carta pur di rimanere in piedi. Un altro rimedio a cui sono ricorsi per cercare di parare gli ennesimi colpi della crisi. Un intervento sotteso, portato avanti senza clamori, ma che non sfugge all’attenzione, vista soprattutto la moltiplicazione dei casi.
Accade in un mercato degli affitti dalle dinamiche complesse come quello lucchese, dove i canoni delle “posizioni buone”, quelle di via Fillungo e immediate adiacenze, non accennano a calare di importo per gli appetiti che risvegliano nelle grandi catene, disposte a pagare anche oggi canoni altissimi pur di accaparrarseli. Al contrario, gli affitti delle posizioni meno buone, soprattutto fuori dal centro adesso cominciano a calare.
È così che tratteggia il quadro Giuliano Satti, titolare del gruppo immobiliare Essegi. «Gli affitti dei fondi commerciali - spiega Satti - stanno calando ma non nelle posizioni buone, dove invece i prezzi rimangono tali e quali. Si registra in questo periodo una forte richiesta di adeguamento dei canoni. Molte sono le situazioni di sofferenza e le attività commerciali cercano di trattare canoni ridotti per un periodo». La proposta più frequente, spiega ancora Satti, è quella di abbattere un 10% del canone per un tempo di due anni e «normalmente - sottolinea - dove c’è un proprietario intelligente l’agevolazione viene concessa, in particolare se l’inquilino è vecchio di anni, se ha sempre rispettato il contratto. Diversamente accade in situazioni dove il contratto di affitto è più recente: in questi casi è più probabile che il proprietario del fondo scelga di mettere in difficoltà l’attività».
«Non solo la sfera delle attività commerciali, anche alcune banche hanno avviato trattative per rinegoziare il canone di affitto degli immobili che occupano - aggiunge Alessandro Gabriele, titolare di Casanotizia in piazza San Frediano e presidente provinciale Fimaa (federazione mediatori e agenti d’affari) di Confcommercio -. Oggi le richieste di rivisitare i canoni di affitto sono molto aumentate rispetto a prima della crisi, e così anche i proprietari hanno fatto molti passi avanti per recepirle. Sicuramente - continua - è stata fatta anche una rivisitazione delle buone entrate. Oggi i proprietari tengono molto conto anche della solvibilità dell’inquilino. Le sue referenze possono così ridimensionare l’importo della buona entrata».
I canoni di affitto divenuti insostenibili rappresentano una questione alla stretta attenzione anche delle stesse categorie. E così Emanuele Pasquini, direttore di Confesercenti, conferma «la richiesta forte da parte delle imprese a rivedere i contratti di affitto per via della crisi generale. I proprietari più accorti acconsentono anche perché oggi c’è una molteplicità di fondi sfitti. Ci sono però anche casi in cui non c’è disponibilità ad abbassare i prezzi, c’è una tipologia di proprietario che continua a preferire di tenere il fondo vuoto pur di non abbassare il canone». «Confcommercio - ricorda il direttore Rodolfo Pasquini - a suo tempo aveva già lanciato un appello ai proprietari affinché fossero disponibili a rivedere i costi degli affitti. Lo facemmo quando il problema era all’inizio, oggi la dimensione è maggiore».
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