Il Tirreno

Lucca

In 7mila disertano le visite prenotate

di Fabrizio Tonelli
In 7mila disertano le visite prenotate

Casi in aumento: dovranno pagare comunque la prestazione. Nel 2013 versati ticket per quasi 9 milioni e mezzo

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LUCCA. Ticket, quanto mi costi. I lucchesi hanno pagato quasi 9,5 milioni di euro nel 2013 per la compartecipazione alla spesa sanitaria. Una bella cifra, che fa capire come – anche nell’ambito del Servizio sanitario nazionale – l’esborso per curarsi sia considerevole e di fatto cresca ogni anno.

La salute è sempre più un lusso, purtroppo, e in tempi di crisi economica anche il ticket è visto da tanti come un balzello difficilmente sopportabile. Nel 2013 il contributo sulla spesa sanitaria (prestazioni erogate direttamente dall’Asl) è stato di 7 milioni e 164mila euro (contro i 6,750 dell’anno precedente); il ticket sulle attività del privato convenzionato è stato di 1 milione e 295mila euro (in calo rispetto al milione e 617mila euro del 2012). Il ticket incassato dalle farmacie convenzionate è stato di 983mila euro, anche questo in aumento rispetto ai 699mila euro del 2012). Complessivamente si arriva quindi alla cifra di 9 milioni e 433 mila euro, in crescita di 375mila euro rispetto ai 9 milioni e 67mila euro dell’anno prima. Volendo fare un conto statistico un po’ bruto, 41 euro a testa per ognuno dei 230mila assistiti nel territorio dell’Asl.

Una somma importante, uscita dalle tasche di tutti i cittadini che non sono esenti e che pagano il ticket in base alla loro fascia di reddito. Prendiamo uno dei casi più comuni, una ecografia. Il ticket base è di 38 euro, cui però si aggiungono 10 euro per chi guadagna da 36.151,99 euro l’anno fino a 70mila euro; 20 euro per chi ha reddito compreso fra 70.0001 e 100mila euro; 30 euro per chi ha un reddito superiore a 100mila euro. Per risonanza magnetica e Tac gli importi, per le due fasce più “ricche” crescono ulteriormente a 24 e 34 euro. A queste maggiorazioni si aggiunge poi il costo del cd, che viene consegnato ai pazienti con l’esito dell’esame. 10 euro per ogni prestazione. A questo punto il costo dell’ecografia in regime di Ssn può variare dai 38 euro di base ai 78 euro per i redditi più alti. Il balzello da 10 euro porta un flusso di denaro importante nelle casse dell’Asl, circa 2 milioni l’anno, in considerazione del fatto che l’azienda eroga oltre 230mila prestazioni tra risonanze magnetiche, ecografie, Tac ed esami rx.

E pur considerando una fascia di esenzioni è chiaro che la cifra resta comunque considerevole.

C’è poi un’altra questione che impegna gli uffici amministrativi dell’Asl 2. Si tratta delle azioni che vengono intraprese nei confronti di cittadini che hanno prenotato una prestazione sanitaria e che alla data fissata non si sono presentati senza aver disdetto l’appuntamento. Nel 2012 sono stati accertati 7.642 casi di questo tipo, contro i 4.943 del 2011 e ovviamente sono partite lettere di contestazione agli assistiti. Tenuti a pagare il ticket previsto per quella prestazione anche se sono esenti.

Ci sono anche pazienti che dopo aver effettuato esami di vario genere non hanno ritirato i referti: 1.093 i casi nel 2012 in aumento rispetto ai 974 del 2011. Un fenomeno singolare che si può provare a spiegare in vari modi: il fatto che il cittadino abbia saputo in via informale l’esito dell’esame e non abbia quindi ritenuto necessario ritirare il referto; un miglioramento dello stato di salute; una dimenticanza. In tutti i casi comunque il regolamento dell’Asl prevede che se non si ritira il referto diagnostico, entro 30 giorni dalla prestazione, anche se si è esenti, si è tenuti a pagare l'intero costo della prestazione effettuata. Infine il malus, ovvero il rimborso che l’azienda è tenuto a versare all’utente se non garantisce in un tempo prefissato una determinata prestazione: nel 2011 è stato pagato un unico rimborso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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