Proteste
«Simpatica, e tra le più brave della classe»
I compagni del ministro ricordano la “secchiona allegra” del ginnasio e del liceo classico
LUCCA. «Simpatica. E tra le più brave della nostra classe».
Risponde perfettamente alla descrizione che si è data da sola – una secchiona allegra – il ricordo che Alberto Borelli ha di Stefania Giannini.
Alberto è stato uno dei compagni di classe del neo ministro della pubblica istruzione: hanno fatto insieme il Machiavelli, ginnasio e liceo, condividendo gioie e dolori che solo il secondo liceo d’Italia – come l’ha raccontato scherzosamente Giorgio Marchetti, altro illustre ex allievo – riusciva a dare. Oggi medico di famiglia, dopo la maturità Borelli ha perso di vista Stefania, come peraltro quasi tutti gli altri compagni. «Non ci siamo più ritrovati – dice – nemmeno per quelle cene nostalgiche a distanza di anni».
Ma di Stefania ricorda nitidamente la simpatia e la bravura.
«E’ sempre stata promossa a giugno – prosegue – e alla maturità sfiorò per un soffio il massimo dei voti. Forse era destino, per lei, arrivare così in alto. Non posso che essere felicissimo di questo importante incarico».
Nella foto che ritrae la classe nell’anno scolastico 1977-78, in seconda liceo – cioè il quarto anno – quando erano rimasti in dodici, Borelli è il secondo in piedi da destra, accanto a Ugo Giurlani, mentre Giannini è davanti a loro, la prima a sedere sempre da destra. «Siamo nel famoso cortile della scuola – spiega Giurlani, al contrario degli altri rimasto sempre in contatto con il neo ministro, di cui è ottimo amico – dove era d’obbligo metterci in posa per la classica foto ricordo. Chissà perché mancano gli insegnanti, di solito sempre presenti». Se gli sfugge quel particolare, Giurlani ricorda bene, invece, come andò la vicenda della maturità, anche perché ne fece lui stesso le spese, insieme con Stefania e un altro loro compagno: la commissione li licenziò con 58/60, invece che con il massimo dei voti. «Ci interrogarono in modo molto scolastico – racconta – mentre la nostra era una preparazione più approfondita, meno nozionistica. Il risultato fu che nessuno di noi prese 60». Giurlani è universalmente riconosciuto – anche da Borelli – come il migliore di quella classe. Meglio di Stefania? «Sì, lo ammetto – conclude scherzando Giurlani – ero il più bravo. A Stefania rimaneva più ostica la matematica». (p.t.)
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