Sicurezza
Quadri rubati a Villa nei guai antiquario e il suo assistente
VILLA BASILICA. Ventiquattro giorni dopo il furto commesso nell’abitazione di Ponte a Villa i carabinieri ritrovano due quadri gemelli dell’Ottocento di pittori minori raffiguranti dei fiori. Nei...
VILLA BASILICA. Ventiquattro giorni dopo il furto commesso nell’abitazione di Ponte a Villa i carabinieri ritrovano due quadri gemelli dell’Ottocento di pittori minori raffiguranti dei fiori. Nei guai finiscono un antiquario lucchese di 55 anni e il suo aiutante di 40 residente a San Vito. Sono accusati di furto e ricettazione perché i carabinieri di Villa Basilica ritengono che abbiano commesso il furto con un furgone - che la sera del colpo era stato visto da un testimone aggirarsi nella zona - cercando poi di vendere i due quadri che i militari hanno ritrovato, in seguito alla perquisizione disposta dalla procura, appesi all’interno del negozio dell’antiquario lucchese. Le opere d’arte sono state sequestrate e verranno restituite alla proprietaria dell’abitazione di Ponte a Villa: un’insegnante in pensione di 70 anni originaria della zona, ma residente in Versilia.
Oggetti mancanti. I due indagati non hanno risposto alle accuse mosse dagli inquirenti e si difenderanno nelle sedi opportune. Una cosa è certa: all’appello mancano altri oggetti antichi e d’antiquariato. Sono in corso ulteriori accertamenti dei carabinieri di Villa Basilica per recuperare la refurtiva e individuare i responsabili.
Testimone oculare. A dare l’allarme sono stati i parenti della padrona di casa che vivono nel comune di Villa Basilica e che hanno trovato la porta d’ingresso spalancata e la serratura divelta. All’interno erano spariti quadri e altre suppellettili. A quel punto l’anziana ha sporto denuncia ai carabinieri di Viareggio che hanno trasmesso gli atti per competenza alla stazione di Villa Basilica. Un rapido accertamento e salta fuori un testimone che la sera del 29 gennaio scorso nota un furgone sostare accanto alla villetta disabitata della docente in pensione. Qualche numero di targa basta ad individuare il proprietario del mezzo e le indagini si dirigono verso l’antiquario lucchese e il suo aiutante. I militari chiedono e ottengono il decreto di perquisizione e scatta la denuncia.
(l.t.)
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