Il Tirreno

Lucca

«Nell’istruzione la base del futuro» Stefania Giannini punta sul merito

di Paola Taddeucci
«Nell’istruzione la base del futuro» Stefania Giannini punta sul merito

Emozione al momento del giuramento, ma con i cronisti appare la più sciolta, diretta e disponibile Battuta di Renzi: «Dovevi essere tu a dire “la ricreazione è finita” all’inizio del Consiglio dei ministri»

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LUCCA. Sorride più degli altri, che sembrano un po’ tesi rispetto a lei. E parla con i cronisti, più degli altri che passano davanti ai flash senza aprire bocca.

Dice per esempio che «c’è qualcosa di meraviglioso in quello che inizia», e confessa di sentirsi più che emozionata. Il primo giorno da ministro di Stefania Giannini è il racconto del suo entusiasmo, della sua voglia di fare, della sua determinazione.

Gli stessi che l’hanno portata – da Ponte a Moriano, famiglia semplice, il padre aveva un bar e la madre era casalinga - a una carriera universitaria prestigiosissima (dal 2004 all’anno scorso è stata rettore dell’università per stranieri di Perugia), a numerosi riconoscimenti per i suoi studi di glottologia fino al titolo di Grand’ufficiale al merito della Repubblica e, dal 2013, ad essere eletta senatrice con Scelta civica, di cui è diventata segretaria nazionale dopo l’uscita di Monti.

Proprio l’ex premier è stato uno dei primi a telefonarle, appena saputo della nomina a ministro, dicendole: «Con te ci avevo visto giusto».

Elegante come sempre, in vestito nero e collana di perle, nella prima giornata segnata dal giuramento al Quirinale e poi dalla riunione del Consiglio dei ministri la senatrice non mostra segni di impaccio, nonostante la forte emozione e nonostante sia uno dei volti più nuovi della politica, avendo fatto per tutta la vita tutt’altro mestiere. Si mostra, invece, felice, sicura e scherzosa, com’è nella sua indole toscana.

Così nelle foto ufficiali dopo il giuramento insieme al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il suo sorriso emerge tra alcune facce un po’ tirate e di circostanza.

E poi, a chi le chiede se resterà segretario di Scelta Civica, dopo la conferma fa lei la domanda: «Non dovrei?».

E al ministro Renzi si rivolge, nell’introdurre il Consiglio dei ministri con la battura “ora è finita la ricreazione”, dicendole: «Questa la dovevi dire tu».

Nello stesso tempo Giannini non nasconde la grande difficoltà di un impegno «che – confessa – assumo con umiltà e molta consapevolezza».

D’altra parte lei a scuola è sempre stata, così ha raccontato diverse volte, una secchiona allegra.

«Lo studio – sono sue parole – mi ha sempre appassionato, così come il lavoro oggi. Ho una visione sportiva e meritocratica della vita. E penso che l’istruzione sia la vera forma di riscatto e avanzamento sociale per l’individuo e per le collettività, purché fondata su qualità e talento, per chi insegna e per chi impara».

Su questo si basa la sua determinazione, la sua passione. «Ho scelto di entrare in politica – disse quando si candidò con Monti – anche e soprattutto per contribuire all’affermazione di una cultura del merito in tutti i settori. A partire da quello di cui mi occupo da anni, in Italia e nel mondo: il mondo della cultura e dell’istruzione».

Questo lo diceva più di un anno fa e questo ha ripetuto ieri, da ministro:

«L’istruzione è la base del futuro del Paese. Bisogna tornare a investire nella ricerca, settore abbandonato negli ultimi anni per mancanza di sensibilità strategica. Ci sono ottanta miliardi di finanziamenti Ue in arrivo nei prossimi sette anni, non possiamo perdere questa occasione. L’edilizia scolastica è un’emergenza che non può più essere rimandata. Da ministro dovrò capire i problemi dal di dentro e lavorare su vari temi, dall’autonomia degli istituti alla sperimentazione. La prima cosa che farò sarà cercare di far capire che l’istruzione, dall’infanzia all’università, non sono una Cenerentola, ma una principessa straordinaria e questo, in Italia, non è ancora successo».

Grandi speranze ed entusiasmo anche nei confronti dei suoi colleghi. «Questo è un governo – dice – che deve dare risposte perché c’è grande aspettativa nel Paese. Dobbiamo prendere visione delle cose da fare e lavorare in squadra».

Secondo il neo ministro molto è cambiato rispetto all’esecutivo Letta: «E’ una squadra nuova, con un’agenda che ha tempi precisi. Cambia la sostanza».

Dopo le formalità di ieri, per la nuova squadra di governo la campanella suonerà subito lunedì. Un appuntamento cui Stefania Giannini si preparerà nella sua casa a San Concordio.

Al termine della riunione del Consiglio, infatti, il neo ministro – accompagnato a Roma dal marito Luca Rossello, ingegnere, e dal figlio minore Edoardo, futuro ingegnere - è tornata a Lucca per un giorno di riposo e per prepararsi ai prossimi importanti impegni.

E ieri mattina Luca, prima del giuramento, ha postato sul suo profilo Facebook una foto del Quirinale commentandola così: «Emozione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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