La manifestazione
Via Paoli, ecco a chi vanno le nuove case
Nei sette appartamenti ricavati dall’immobile fatiscente posto per famiglie, coppie e nuclei mono-genitoriali
LUCCA. Sette alloggi destinati a chiunque si trovi in emergenza abitativa, senza una specifica destinazione per determinate minoranze.
Ma esaminando, solo e soltanto, le domande e le situazioni presentate al comune, all'Erp e alla Fondazione Casa, molte delle quali già contenute in quella corposa lista di 622 persone, in graduatoria per un alloggio popolare.
Dunque, solo Rom e Sinti? La risposta, se ancora non fosse chiaro, è negativa. L'ora della verità su via Brunero Paoli, tanto attesa da qualcuno, finalmente è arrivata.
E ha confermato quello che viene ripetuto da circa un mese e che anche il Tirreno aveva evidenziato da subito, ponendo l'attenzione sul documento che circola in Regione da ottobre scorso, in merito ai fondi europei per le comunità emarginate, individuate dal comune di Lucca in tutti coloro che si trovano in grande difficoltà abitativa.
Ora tutto ciò è ufficiale: martedì l'assessore Antonio Sichi, insieme al direttore della Fondazione Casa, Aldo Intaschi, si è recato in Regione per presentare il progetto definitivo. “Alloggi di emergenza abitativa in centro storico: una risposta alla marginalità”, ecco come si intitola il documento. Che Sichi sventola orgoglioso in commissione sociale, sperando così di mettere fine alle non poche polemiche, alcune anche strumentali, delle scorse settimane.
Poi la spiegazione dell'intervento nel dettaglio: l'edificio in disuso, che oggi è ridotto a un rudere, verrebbe totalmente ristrutturato seguendo i principi della bio edilizia e del risparmio energetico, per creare sette appartamenti di diverse dimensioni e caratteristiche, di cui un monolocale, capaci di accogliere almeno altrettanti nuclei familiari.
Diversi anche i destinatari: dalla famiglia di quattro persone alla coppia, dai nuclei mono-genitoriali ai singoli cittadini in coabitazione.
Uno, invece, il principio ispiratore: il cosiddetto sistema a mosaico, che prevede di assegnare gli alloggi popolari, sia queste transitorie di via Brunero Paoli sia quelli definitivi, in modo che non si vengano a creare situazioni di concentrazione di persone e famiglie legate dalla stessa cultura e appartenenti alla stessa nazionalità nel medesimo condominio.
«Siamo contrari alla ghettizzazione», spiega Sichi. Non a caso Palazzo Orsetti prevede di utilizzare la limitrofa Casa della Pace – che già vanta un'esperienza per quanto riguarda l'inclusione e il confronto con l'altro – come sede in cui operatori qualificati saranno chiamati, da una parte, a monitorare il rispetto regole condominiali e dall’altra potranno fronteggiare casi di vulnerabilità.
Sichi, poi, aggiunge, che «i destinatari dell'immobile di via Paoli verranno individuati dalla graduatoria definitiva dell'Erp». Cioè dal bando quadriennale, che però da ora in avanti verrà rinnovato e aggiornato ogni due anni per evitare che la lista invecchi troppo, tenendo conto di tutte quelle situazioni critiche che magari sono esplose anche dopo la chiusura del bando stesso. «Ci sono famiglie – precisa Intaschi – che si sono trovate in una situazione di emergenza abitativa dopo la chiusura del bando per l'assegnazione degli alloggi popolari. Per queste persone esiste la commissione abitativa e il progetto regionale per la morosità incolpevole, grazie al quale sia già riusciti ad aiutare 25 famiglie». Un accenno ai costi, 700mila il contributo richiesto alla Regione, al quale si aggiunge il cofinanziamento di 290mila euro da parte del comune (il valore dell'immobile), e ai tempi: la “palla” passa alla giunta regionale, che dovrà pronunciarsi a breve. L'apertura dei cantieri, fatto salve lungaggini varie, è prevista per la prossima estate e la fine dei lavori per il giugno del 2015.
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