Finanza
Alla Baroni si presenta “Manicomio”
Domani alle 17,30 incontro con l’autrice Elena Ernesti che racconta la sua storia
LUCCA. «È comunque sempre possibile aiutare le persone ad uscire dal buco nero in cui la loro natura e la nostra paura li ha ficcati». Lo scrive Elena Ernesti nel suo “Manicomio”, il libro edito da Pezzini che verrà presentato domani (domenica 23) alla libreria Baroni. Ed è un po' questo il filo conduttore che unisce, dipana e muove i personaggi, le storie e la storia di tutto il libro. Non è tanto Maggiano e l'ospedale psichiatrico a stare sullo sfondo, che comunque attraversano le pagine e le vicende raccolte in questa fatica letteraria, quanto piuttosto al modo in cui Lucca, nel tempo, si è relazionata con chi necessitava di aiuto. Maggiano è come altri manicomi. Tanti edifici su un colle verde e tranquillo nell'entroterra lucchese, lavanderie, officine, cucine, una chiesa e molti dormitori. Ma qua Maggiano c'è e non c'è. «Racconto la mia storia del Manicomio – ammette l'autrice – Lucca, come ogni altra città, ha un suo carattere. Perciò, prima di raccontare la mia storia del Manicomio voluto dai Lucchesi, racconto la mia storia della città. Dalla sua fondazione». Così nella prima parte, “Il Poeta”: i personaggi sono tutti inventati, ma non si può negare che potrebbe essere andata proprio così. «O quasi – spiega – La follia fa parte in qualche misura di ognuno di noi. I lucchesi la chiamavano perdita di senno nel '700. Insomma, ognuno è matto a suo modo. Ho immaginato anche, all'epoca della fondazione della città, da me collocata nel settimo secolo prima di Cristo, vari disturbi mentali. E più o meno gli stessi disturbi nel '700, quando Lucca iniziò la storia del Manicomio».L'appuntamento è per domenica alle 17,30 in via San Frediano 26. Gli incassi della vendita del libro saranno devoluti all'associazione “Luce”, che sta attivando un centro legato ai problemi dell'autismo.(n.d.)
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