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Lucca

Sullo sfondo il risiko dei palazzi del potere

Sullo sfondo il risiko dei palazzi del potere

Ecco gli scenari che si potrebbero aprire a seguito della riconversione del vecchio ospedale

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LUCCA. A vederla da troppo lontano, o da troppo vicino, si corre il rischio di catalogarla nella lista di scaramucce, litigate, scontri fra renziani e non renziani. Ma lo “scambio di pareri” fra il sindaco Alessandro Tambellini e il presidente della Provincia Stefano Baccelli nasconde e contemporaneamente rivela assai di più: in ballo, infatti, c’è il futuro dei “palazzi del potere” della città.

La proposta di Tambellini, incentrata sulle funzioni sociosanitarie nell’ex ospedale (che starebbe a cuore anche alla Regione) avrebbe apparentemente meno ripercussioni sulla distribuzione di funzioni che attualmente “risiedono” in centro storico. Si parla dello spostamento di una scuola (il Civitali) e - questione degli ultimi giorni - della polizia municipale: il che permetterebbe di risolvere i problemi di spazio degli uffici giudiziari al Galli Tassi e di superare gli scogli del trasferimento dei vigili alla ex Lorenzini. Ma le cose non sono così semplici. Lo segnala un passaggio della determina con la quale è stata affidata alla SinLoc di Padova la predisposizione dello studio di fattibilità della riconversione del Campo di Marte: l’amministrazione vuole valutare l’opportunità di «delocalizzare, presso l’area di cui si tratta, alcune funzioni attualmente collocate e gestite nel centro storico e nella immediata periferia». Formula forse nebulosa, ma che potrebbe aprire a nuove funzioni pubbliche nel Campo di Marte.

E su una di queste c’è (o sembra esserci) accordo fra i due contendenti: lo spostamento della Questura. Ma proprio da qui bisogna partire per entrare in quel risiko degli immobili che potrebbe prendere piede se passasse il piano caldeggiato da Palazzo Ducale. I primi edifici a passare di mano potrebbero essere il palazzo della questura (di proprietà della Provincia) e quello dell’ex finanza fuori porta San Pietro (che appartiene al Comune): l’idea è di “conferirli” alla Regione a scomputo, parziale, dei 23 milioni che Firenze dovrebbe avere dall’alienazione di immobili non più usati dall’Asl. D’altra parte ci sono anche altri attori. Come il Demanio che potrebbe “devolvere” a Comune e Provincia immobili più o meno di prestigio. La Provincia, ad esempio, ha richiesto palazzo pretorio, con l’idea di ricavarvi un vero e proprio “palazzo di rappresentanza” della città dove potrebbe trovar luogo la prefettura che deve lasciare le sale monumentali di palazzo Ducale. Spazi che Baccelli vedrebbe ben utilizzati come sede del Comune. Un rompicapo? Forse, ma di sicuro intrigante. Come di sicuro ci sono un paio di punti fermi. Innanzitutto l’ultima parola che, non solo da un punto di vista urbanistico, spetta all’amministrazione comunale. E poi c’è la presenza della Fondazione Cassa di Risparmio, che si è detta disponibile a ragionare sul futuro del Campo di Marte, a patto di avere indirizzi certi. Proprio quelli che, al momento, non ci sono.

Luca Cinotti

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