Il dolore
Si dimette il Cda del Teatro del Giglio
La decisione a termini di statuto, dopo due anni di bilanci in rosso. E slittano al 2015 i lavori del Piuss sulla struttura
LUCCA. La lettera è stata recapitata ieri brevi manu al sindaco Alessandro Tambellini, senza passare dal protocollo. Una riservatezza che si spiega con il contenuto della missiva: le dimissioni in blocco dell’intero consiglio di amministrazione del Teatro del Giglio.Una notizia-bomba, che si è sparsa solo nel tardo pomeriggio. E che è da collegarsi ai problemi di bilancio dell’azienda speciale negli ultimi due esercizi finanziari (2012 e 2013), chiusi con un passivo che, a termine di statuto, ha costretto i consiglieri a gettare la spugna.
A firmare la lettera di dimissione, oltre al presidente Paolo Scacchiotti, i consiglieri Simona Generali, Giovanni Parenti e Linda Severi, nominati a luglio del 2012 (con loro anche Federico Azzarri che però si è dimesso a inizio 2014). A far scattare la decisione la constatazione che non c’era possibilità di chiudere in pareggio (o in attivo) il bilancio consuntivo dell’anno scorso. Un passivo (ancora non reso noto) che va a sommarsi con quello da 118mila euro dell’esercizio 2012, in parte gestito dalla gestione Casali. E dopo due anni di rosso, lo statuto prevede la decadenza dell’intero Cda. Nella lettera recapitata al Comune il consiglio si dichiara sicuro, «in tutta coscienza, di avere sempre agito nel solo ed esclusivo interesse del teatro». Tuttavia il presidente e i consiglieri «non ritengono raggiungibili gli obiettivi a suo tempo fissati e che, nell’interesse dell’azienda speciale, «si ritiene utile un passaggio non traumatico fra l’attuale e il prossimo CdA, consentendo quindi all’amministrazione comunale di individuare con calma e oculatezza a chi affidare la guida della più importante istituzione culturale cittadina».
Molto duro, nei confronti di queste regole, il sindaco Alessandro Tambellini: «È uno statuto infame che non abbiamo avuto possibilità di cambiare all’inizio del mandato e che non potevano cambiare ora, per motivi di convenienza». Il sindaco nega qualsiasi relazione con le polemiche sul concorso per direttore generale e ringrazia i consiglieri uscenti: «Non hanno né colpa né peccato. Ma non potevano rimanere, chiunque avrebbe potuto fare ricorso. Comunque ora il Teatro sta lavorando bene».
Proprio per evitare contraccolpi (anche finanziari) sull’attività dell’anno in corso - spiega ancora il primo cittadino - sono stati rinviati al 2015 i lavori del Piuss che dovevano riguardare proprio la struttura del Giglio. Lavori che erano in programma per la prossima primavera, subito dopo la chiusura della stagione di prosa e che avrebbero dovuto concludersi ad agosto di quest’anno.
A primavera, invece, ci sarà un’altra scadenza: dopo il 10 marzo (quando diventeranno esecutive le dimissioni) il sindaco dovrà nominare un nuovo presidente e un nuovo cda. Una scelta tutt’altro che agevole.
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