Il Tirreno

Lucca

Pestaggio al bar in centro Indagati quattro ragazzi

di Luca Tronchetti ; di Luca Tronchetti
Pestaggio al bar in centro Indagati quattro ragazzi

Una cicatrice di 7 centimetri sulla guancia sinistra è il segno dell’aggressione a un giovane del gruppo Torpedo. Per tutti l’accusa è di lesioni aggravate

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LUCCA. Una cicatrice sulla guancia sinistra lunga sette centimetri e un’altra di un centimetro e mezzo sul labbro superiore sono il segno indelebile dell’azione violenta di quattro giovanissimi di estrema destra nei confronti di un giovane del centro sociale Torpedo intervenuto in difesa dell’amico preso a pugni da uno degli irriducibili. Sei mesi dopo la barbara aggressione avvenuta durante la Notte Bianca (erano le 2 di notte del 25 agosto 2013) fuori dal pub Caffé Ristretto all’angolo tra via Fillungo e via San Giorgio il sostituto procuratore Fabio Origlio chiude l’inchiesta sul pestaggio ai danni di Silvio Lucchesi, 23 anni, appartenente al gruppo Torpedo, che dall’aggressione riporta ferite giudicate guaribili in 32 giorni. Avviso di conclusione delle indagini per quattro ragazzi della Lucchesia - età compresa tra i 18 e i 20 anni - accusati in concorso di lesioni permanenti aggravate. A sfregiare il volto del giovane con i cocci di una bottiglia di vetro spezzata un ventenne originario della Garfagnana non nuovo a gravissimi episodi di violenza. Sarebbe infatti indagato, sempre con l’accusa di lesioni, in relazione al pestaggio ai danni di Marco Milianti, 43 anni, un giovane vicino ai centri sociali noto come «Mago G», aggredito la scorsa estate all’uscita dalle festa della birra a Borgo a Mozzano.

Incastrato dalle telecamere. La sua immagine ripresa dalle telecamere del Comune e di un istituto di credito risultano fondamentali per gli investigatori della Digos e dei militari. Perché una testimone da quel fotogramma riconosce senza ombra di dubbio il giovane che poco dopo colpisce al volto con una bottiglia spezzata il ragazzo appartenente al gruppo Torpedo. Per il ventenne nato a Castelnuovo l’aggravante di aver portato fuori dall’abitazione una bottiglia di birra in vetro usandola come oggetto atto ad offendere. Quella sera un’ordinanza sindacale aveva imposto il divieto di somministrare bevande alcoliche e quindi nessuno poteva acquistare la bottiglia in centro.

Il fattore scatenante. Ma qual è la causa di tanta violenza gratuita? Secondo polizia e carabinieri l’incontro fuori da quel pub di uno degli indagati - un diciannovenne lucchese vicino all’estrema destra - e un ventenne del gruppo Torpedo. Tre settimane prima c’era stata una scazzottata tra i due per ragioni di natura politica proprio fuori dal bar Caffé Ristretto. E covava un forte rancore personale. Dagli accertamenti eseguiti e dalle testimonianze raccolte il ragazzo di sinistra avrebbe apostrofato l’antagonista politico con la frase: «Che ci fai ancora quì». Tanto sarebbe bastato per scatenare la reazione violenta del diciannovenne che con un pugno colpisce il «nemico». In quel momento si scatena l’inferno e Lucchesi viene ferito al volto.

Gli altri indagati. Secondo le testimonianze assieme ai due «attori» principali ve ne erano altrettanti - uno ragazzo lucchese di 18 anni e mezzo e un altro di 21 residente a S. Alessio - che avrebbero spalleggiato gli esecutori materiali tanto che sarebbero stati visti fuggire tutti assieme. Inoltre anche loro farebbero parte di gruppi di estrema destra.

Spedizione punitiva. Dai verbali emerge il danneggiamento di una macchina della madre di un ragazzo del gruppo Torpedo che si trovava al pub Caffé Ristretto al momento dell’aggressione. Lui e il giovane colpito da un pugno sarebbero stati seguiti sino a casa da una squadraccia di 4-5 appartenenti all’estrema destra.

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