La manifestazione
Campo di Marte tra salute e sicurezza
A confronto le proposte di riutilizzo del sindaco Alessandro Tambellini e del presidente della Provincia Stefano Baccelli
LUCCA. Più divergenze che punti in comune. Visioni diverse che hanno portato a contrasti vivaci, a toni sempre più accesi e polemici. A Lucca come a Roma, mercoledì, dal sottosegretario Domenico Manzioni.
Sono distanti le idee che il sindaco Alessandro Tambellini e il presidente della Provincia Stefano Baccelli hanno sul futuro del Campo di Marte, di quell’ampia parte dell’attuale ospedale che sarà dismessa e non più riutilizzata dall’Asl 2.
Un'area di oltre 81mila metri quadri con una superficie coperta di 20.172 mq e una utile complessiva di 63.555 mq su cui insistono diversi immobili. Strategica, perchè a ridosso delle Mura. Entrambi si sono pronunciati contro ogni destinazione a centro commerciale, ma poi ognuno ha sviluppato un suo piano.
La proposta del sindaco. Tambellini presentò in anteprima al Tirreno le sue idee. La volontà di creare al Campo di Marte una cittadella del benessere e dell'innovazione sociale a servizio della persona nel quale far coesistere una serie di strutture, pubbliche e private. L'area del benessere: medicina sportiva, riabilitazione, poliambulatori privati, palestre e altre infrastrutture sportive, centri di ricerca e innovazione. L'area sociale: housing sociale, strutture ricettive per anziani autosufficienti che potrebbero così godere di servizi dedicati alle loro esigenze e posti a poche centinaia di metri dalle mura. Servizi, spazi e strutture per l'handicap.
E poi il trasferimento al Campo di Marte degli istituti scolastici che fanno formazione nel settore dei servizi alla persona. Oltre ad altre funzioni importanti: la questura, la polizia municipale.
Per Tambellini il complesso deve comunque essere uno spazio aperto, fruibile ai cittadini, in stretto raccordo con i quartieri limitrofi.
La proposta Baccelli. Cinque le idee legate agli immobili del futuro Campo di Marte.
Si parte dal polo della sicurezza. Con l’obiettivo di razionalizzare spazi, costi e logistica, secondo Baccelli alcuni immobili dell’attuale Campo di Marte potrebbero essere destinati alla sedi di polizia di Stato (attualmente dislocate in 2 caserme), polizia stradale, polizia postale, carabinieri (2 stazioni), vigili del fuoco, polizia provinciale e polizia municipale. La superficie disponibile consentirebbe di ricavare anche residenze per i dipendenti e asili per i figli dei lavoratori, nonché spazi per le attività sociali, culturali e ricreative.
Poi il polo della protezione civile provinciale. L’idea è di riunire - per ottimizzare il servizio, rendere più efficiente e tempestiva la risposta ed integrare il sistema di gestione delle emergenze - i soggetti coinvolti all’interno della sala operativa provinciale: Provincia, Prefettura, pompieri, 118, carabinieri, polizia, corpo forestale, guardia di finanza, volontariato, Arpat, gestori dei servizi essenziali con 14 funzioni di supporto.
Quindi l’area dedicata all’housing sociale. L'obiettivo realizzare un gruppo di residenze, 100, per anziani soli, famiglie monogenitoriali e uni personali con scarse disponibilità economiche. Anche in questo caso con asili per i figli dei residenti e per i dipendenti della Cittadella della salute. Infine oltre alla cittadella della salute, di competenza dell’Asl, la creazione di un parco pubblico nella zona adiacente a via delle Cornacchie: un’area a verde al servizio dei residenti della zona da ricavare negli spazi attualmente occupati dalla lavanderia, dai magazzini e dalla mensa del Campo di Marte di cui si prevede la demolizione.
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