Il Tirreno

Lucca

«No al nuovo supermercato»

di Nadia Davini

Il sindaco: «Faremo di tutto per stoppare l’arrivo di un grande punto vendita Coop a S. Filippo»

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LUCCA. Un nuovo grande supermercato in via di Tiglio? No, grazie. A dirlo è il primo cittadino, intervenendo così sulle polemiche di questi giorni, che ribadisce anche come l'amministrazione comunale cercherà «tutte le vie consentite dalla legge per impedirne l'apertura». La nuova struttura dovrebbe sorgere nei locali che ospitano l'azienda Andreini Legnami, che l'anno scorso aveva presentato domanda per iniziare a svolgere attività anche di tipo alimentare, a marchio Coop. La conferenza dei servizi del marzo 2013, poi, aveva visti contrapposti il comune che, con la Regione, aveva dato il via libera al cambio di settore merceologico, e la Provincia che, insieme all'Usl, aveva espresso perplessità circa il probabile congestionamento della zona. «Il cambio merceologico – chiarisce il sindaco - richiesto dalla ditta Andreini era un atto dovuto di carattere tecnico». Una Coop, tuttavia, esiste già sulla via Romana, ma di dimensioni molto più piccole rispetto allo spazio che si andrebbe a liberare in via di Tiglio. Anche se sia il sindaco sia l'assessore Mammini hanno sempre sostenuto di vedere lo spazio di Andreini Legnami come luogo sostituivo del centro di grande distribuzione già presente sulla via Romana. Un luogo, cioè, dove trasferire i locali e le funzioni già esistenti, senza alterazioni e senza aumento di volumi. «Non vogliamo un nuovo supermercato – afferma il sindaco – perché la grande distribuzione è già molto presente e perché il territorio è saturo. A maggio entrerà in funzione l’ospedale San Luca in un’area già fortemente urbanizzata e per quanto è in nostro potere metteremo in atto tutto ciò che la legge ci consente di fare per impedire l’apertura in loco di un nuovo centro della grande distribuzione». La questione era arrivata anche sui banchi del consiglio comunale martedì sera. A sollevarla era stato il consigliere di Forza Italia, Marco Martinelli, che con un'interpellanza aveva chiesto al sindaco di fare chiarezza.In consiglio, però, l'argomento è stato a malapena sfiorato.

A Palazzo Santini è poi arrivata la vicenda di Fagnano e la presa d'atto, da parte del consiglio, delle conclusioni della conferenza paritetica tra gli uffici di comune, provincia e Regione, che si è tenuta il 14 gennaio scorso. A Fagnano non si può costruire: gli unici interventi possibili sono le ristrutturazioni. Questo dice il verbale conclusivo, ribadendo quello che era già stato sostenuto e denunciato anche dall'associazione Parco di Sant'Anna nel marzo del 2012, quando, cioè, la giunta Favilla approvò la variante di salvaguardia, per riallineare il regolamento urbanistico al piano strutturale. A gennaio l'incontro decisivo fra Regione, Provincia e Comune ha stabilito che gli illegittimi spostamenti effettuati fra le due Utoe vengano ripristinati alla situazione originaria e sancisce che a Fagnano, Utoe 3b, non si possa costruire.

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