Attenzione
Campo di Marte, summit a Roma
Sul polo della sicurezza ennesimo scontro fra Tambellini e Baccelli, Manzione fa da paciere
LUCCA. L’ultima parola sulla destinazione dell’area del Campo di Marte spetterà al Comune. Lo ha ribadito il sottosegretario agli Interni Domenico Manzione al termine del confronto avuto a Roma con amministratori, forze dell’ordine e istituzioni sul futuro del complesso.
Sarà anche per quello che al sindaco Alessandro Tambellini, dopo aver sentito per l’ennesima volta il nodo centrale della proposta del presidente della Provincia Stefano Baccelli (polo della sicurezza) è saltata la mosca al naso, al punto da parlare di «irritualità» per definire il fatto che l’ipotesi di Palazzo Ducale venisse avanzata prima al ministero piuttosto che ufficialmente al Comune. Toni accesi, quelli del primo cittadino, con accenno di replica da parte di Baccelli e pronto intervento mediatore di Manzione e del prefetto Giovanna Cagliostro a smorzare il clima e a evitare che il confronto prendesse un’altra piega. Sventato il diverbio, si è cercato di capire meglio le proposte e i possibili punti di incontro. E alla fine il sottosegretario ha ricevuto la disponibilità del Comune a prendere in esame, al momento della decisione finale, anche l’ipotesi della cittadella della sicurezza. D’altronde punti d’incontro ci sono: i due palazzi della questura, quello della polizia stradale e la polizia municipale potrebbero trovare casa al Campo di Marte visto che su questa ipotesi ci sarebbe una convergenza di posizioni. Meno disposti a trasferirsi in quest’area i carabinieri, che preferirebbero mantenere i presidi sul territorio. Nell’ufficio di Domenico Manzione, per oltre 15 anni sostituto procuratore al tribunale di Lucca, c’ erano funzionari ministeriali, il prefetto Cagliostro, il questore Cracovia, il comandante provinciale dei carabinieri Fedele, il sindaco Tambellini con l’assessore alla sicurezza urbana Raspini, il presidente della Provincia Baccelli con l’ingegner Gaddi, il direttore generale dell’Asl 2 di Lucca D’Urso e il presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl 2 Del Ghingaro. Il sindaco ha spiegato punto per punto le idee progettuali avanzate dall’amministrazione comunale riguardo ad un’area, quella del Campo di Marte appunto, che ha un forte senso identitario per la comunità lucchese. Secondo Tambellini la proposta Baccelli non è chiara sul piano della sostenibilità perché non vi è la certezza di riuscire a valorizzare gli immobili al prezzo che la Provincia dichiara. Inoltre Tambellini è perplesso in ordine a soluzioni urbanistiche che non consentano una piena accessibilità e fruibilità dell’area del Campo di Marte da parte di tutta la città. Quindi per il sindaco si possono trasferire questura e polstrada ma in un contesto che tuttavia deve rimanere destinato in via prioritaria a servizi socio-sanitari. «Adesso servirà uno studio di fattibilità e il nullaosta dell’agenzia del Demanio di Firenze che dovrà valutare la metratura e gli spazi per poter valutare meglio quali servizi e quali strutture possono essere collocate in quell’area» sostiene al termine dell’incontro il sottosegretario all’Interno. Il progetto Baccelli - appoggiato dal questore Cracovia e dal presidente del Sap, D’Ovidio - si incentra sul polo della sicurezza, ma prevede anche altre funzioni da collocare al Campo di Marte. Quali? Intanto un’area dedicata all’housing sociale con 100 alloggi per anziani soli, famiglie mobogenitoriali e unipersonali con scarse possibilità economiche. Poi la cittadella della salute con un paletto: nessun nuovo edificio, anzi vanno abbattute tutte le strutture di servizio (magazzini, lavanderia, mensa) per ripristinare un’area verde di 4500 metri quadrati. Secondo Baccelli così facendo alla Regione, invece dei 23 milioni che attende dall’alienazione del Campo di Marte, potrebbero essere passati gli immobili svuotati: il palazzo della questura (di proprietà della Provincia), l’ex sede della Finanza (comunale), la caserma Mussi (demanio), l’area dell’ospedale dove ci sono banca, bar e negozio. Per una cifra complessiva di oltre 21 milioni di euro.
Due posizioni, quelle di Baccelli e Tambellini con pochi punti in comune.
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