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Torna il difensore civico ma è polemica

Torna il difensore civico ma è polemica

CAPANNORI. La giunta comunale ha deliberato che il Comune si avvarrà del difensore civico territoriale, ruolo svolto dal difensore civico della Provincia (che è Gabriella Moruzzi), e ha approvato l’ad...

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CAPANNORI. La giunta comunale ha deliberato che il Comune si avvarrà del difensore civico territoriale, ruolo svolto dal difensore civico della Provincia (che è Gabriella Moruzzi), e ha approvato l’adesione alla convenzione con l’amministrazione provinciale per usufruire di questo istituto. La delibera ha già ricevuto il via libera della commissione consiliare “Statuto e Regolamento del consiglio” e per concludere l’iter adesso dovrà essere approvata dal consiglio comunale, non appena il presidente del consiglio comunale, in accordo con i capigruppo e con il sindaco iscriverà la pratica all’ordine del giorno di una delle prossime sedute consiliari. Al difensore civico, che ha compiti di garanzia, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, possono rivolgersi i cittadini per segnalare eventuali disfunzioni, carenze e ritardi da parte dell’amministrazione comunale. L’amministrazione Del Ghingaro aveva istituito il difensore civico nel 2005, figura poi soppressa dalla legge finanziaria del 2010.

Immediata la presa di posizione del movimento Abc che dice: il Comune ha deciso dopo la nostra denuncia. «Il Comune omette di raccontare come mai, proprio ora, l’ente di piazza Aldo Moro si sia deciso a farlo. In merito al quesito referendario da noi avanzato sulle farmacie comunali, il Comune e il suo segretario comunale avevano per ben due volte espresso un parere – il primo negativo e il secondo affermativo – sull’ammissibil ità del quesito: peccato – si legge – che la sedicente commissione valutatrice fosse il legittima in quanto mancante del difensore civico. Di fatto, il Comune aveva ritenuto superfluo avvalersi di quello provinciale o regionale, in barba non solo allo stesso statuto comunale ma soprattutto incurante di un diritto di partecipazione da parte dei cittadini. Solo una nostra diffida recapitata agli organi comunali di Capannori l’altro ieri –inviata anche al prefetto e con l’intenzione di rivolgerci all’autorità giudiziaria, ha fatto cambiare idea ai moralizzatori di palazzo comunale: intanto, per questo disprezzo, il nostro quesito referendario e quindi la volontà dei cittadini di esprimersi, sta giacendo in attesa che l’ente guidato anche dal vice sindaco Luca Menesini, decida di approvare la convenzione con il difensore civico provinciale: alla faccia della sbandierata partecipazione».

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