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Lucca

«Serve una campagna di scavi archeologici»

«Serve una campagna di scavi archeologici»

Il parere presentato in Provincia dal Soprintendente regionale: altissimo il rischio di trovare dei siti

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LUCCA. Già a maggio dello scorso anno il nostro giornale aveva raccontato di come - allegato al progetto Anas - ci fosse un documento che segnalava la possibilità di incrociare siti archeologici lungo il tracciato degli assi.

Ora questo aspetto ritorna alla luce nel parere che è stato depositato in Provincia (dove sta avvenendo la valutazione di impatto ambientale del progetto preliminare) a firma del Soprintendente regionale per i beni archeologici, Andrea Pessina.

Nella sua nota, il Soprintendente ricorda proprio lo studio archeologico redatto dall’Anas. E spiega che da questo, «e con chiarezza assai più vivida dalla documentazione disponibile presso il nostro ufficio», emerge «che l’intera area investita dal progetto è ad altissimo rischio archeologico». Il Soprintendente ricorda infatti che «l’attività di tutela condotta» dal suo ufficio nello scorso decennio «rileva nell’agro centuriato lucchese una fitta presenza di testimonianze di età etrusca e romana, oltre a stratificazione di interesse paleoambientale che hanno fatto oggetto di specifiche attività diagnostiche».

E allora, cosa fare? Il Soprintendente ritiene di applicare la procedura di “verifica preventiva dell’interesse archeologico” e di farlo realizzando saggi diagnostici sul 20% dell’area interessata dai segmenti stradali di nuova costruzione. Nel dettaglio, questa campagna dovrebbe essere condotta «mediante trincee ortogonali alla linea di mezzeria, sviluppate per tutta l’estensione della sede stradale, con una larghezza di 2,5 metri, idonea ad assicurare il raggiungimento di una profondità di 1,5 metri dal piano di campagna, disposte a 10 metri di distanza circa, anche in relazione all’assetto del paesaggio».

In ogni caso, comunque, al momento non sembrano esserci particolari problemi per la realizzazione del progetto. Il soprintendente, infatti, scrive che «allo stato attuale delle conoscenze non sono noti elementi che, per quanto riguarda l’ambito delle nostre competenze, ostino alla realizzazione del progetto». Avvertendo, però, che l’ok definitivo potrà arrivare solo dopo l’effettuazione della campagna di saggi. (l.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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