Il Tirreno

Lucca

Carmine, ora bisogna partire

di Barbara Antoni
Carmine, ora bisogna partire

Scrollata di Confartigianato al Comune. E sull’ipotesi D’Alessandro una dose di scetticismo

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LUCCA. «Il mercato dentro al Carmine è cosa immancabile e necessaria, come una scuola o un tribunale: un luogo socialmente utile, dal quale non si può prescindere. E dato che di un recupero del Carmine, anche dal punto di vista delle funzioni, si parla ormai da anni - da uno in modo serrato - adesso più che mai occorre procedere, far presto. E l’amministrazione sia più chiara su cosa del Carmine vuole realmente fare, dia scansioni anche nei tempi».

La “scrollata” - sottolineano con spirito positivo e costruttivo - arriva da due esponenti di Confartigianato, il direttore Roberto Favilla e il dirigente Massimo Bonino, restauratore con lo studio nel centro storico. Diligentemente, caparbiamente anche, hanno partecipato a tutte le riunioni del tavolo che l’amministrazione ha voluto per decidere del Carmine, di cui fanno parte categorie economiche, associazioni, tutti i soggetti interessati al recupero del mercato più antico di Lucca caduto, è cosa nota, in forte degrado.

Quale la vostra proposta operativa all’amministrazione per dare una svolta alla questione Carmine?

Appena terminato il rifacimento del tetto, che sarà in rame, due caprette, un bancone e via. Si comincia subito con il mercato di filiera corta. Del resto, con questa linea a cui tutti concordavano ci siamo lasciati dopo l’ultimo incontro sul Carmine lo scorso giovedì. Può darsi anche che non funzioni, ma fare il test non costa nulla. A nostro avviso funzionerà, anche dal punto di vista turistico. Starà anche alla capacità progettuale dei tecnici coadiuvati dalle associazioni di categoria. Per farla breve: basta tavoli, prendiamo una decisione. Finiamo il tetto e partiamo con un’attività di minima.

In ballo c’è anche la proposta del patron del Summer e Winter Festival Mimmo D’Alessandro, che sarebbe disposto ad accollarsi la ristrutturazione del Carmine a patto che il Comune gliene cedesse la gestione per programmarvi attività culturali, musicali in primo luogo, la sera.

Appunto. Nel corso dell’ultimo summit sul Carmine nè il sindaco né l’assessore Giovanni Lemucchi hanno accennato alla proposta di D’Alessandro. Salvo poi avere letto il giorno dopo sul giornale che Lemucchi non escludeva di prendere in considerazione il progetto.

E voi cosa ne pensate?

(Bonino) Sono contrario a dare la gestione del Carmine a chiunque non sia il Comune, l’unica alternativa potrebbe essere un consorzio di operatori del mercato .

(Favilla) Penso che l’amministrazione debba farsi garante del funzionamento di entrambe le destinazioni del Carmine, quella di spazio di vendita alimentare, di filiera corta e di prodotti tipici in orario diurno e di quella di intrattenimento della sera. Le forme si vedranno.

Un rammarico in tutta questa vicenda.

Che ancora non si sia giunti a niente nemmeno per il trasporto LuccaPort. Sarebbe un servizio ideale per gli utenti del Carmine, lo fanno in tante città. A Lucca non ci si riesce. Ma, ribadiamo, bisogna partire. Il mercato porterà con sé la nascita di attività artigianali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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