Attenzione
«Aver perduto Eataly è stato un vantaggio»
LUCCA. «Quanto all'occasione persa di affidare il Carmine ad Eataly, considero che Lucca in quell'occasione abbia scansato, non per merito ma solo per problemi burocratici, una delle peggiori...
LUCCA. «Quanto all'occasione persa di affidare il Carmine ad Eataly, considero che Lucca in quell'occasione abbia scansato, non per merito ma solo per problemi burocratici, una delle peggiori situazioni in cui si poteva trovare il nostro mercato».
È il punto di vista di Massimo Bonino, lucchese, di professione restauratore e dirigente di Confartigianato.
«Quando si parla di Oscar Farinetti, inventore di Eataly - aggiunge - per fare un paragone calzante mi viene in aiuto il mondo ornitologico. In particolare il cuculo, le cui abitudini sono efficaci al punto di ricordare i comportamenti di questo imprenditore, che ha spostato il suo interesse da Unieuro, colosso della distribuzione di elettrodomestici e casalinghi, alla ristorazione. Il cuculo ha è solito, per sopravvivere, depositare il suo uovo nel nido di altri uccelli così da trovarsi un nido già realizzato a regola d'arte e con i veri proprietari che incessantemente si massacreranno per nutrire la sua giovane creatura».
«Il riferimento al patron di Eataly mi sembra facilmente riscontrabile - prosegue il dirigente di Confartigianato -. Un personaggio che, con indiscussa capacità imprenditoriale, si impossessa di luoghi che le città nel tempo hanno momentaneamente abbandonato per occuparli con il suo "uovo"; una struttura priva di rapporto col territorio prossimamente circostante che commercializza solo prodotti chic. Un supermercato per benestanti che vogliono levarsi qualche sfizio e non un centro dove trovare buone cose nostre a prezzi accessibili».
«Per fortuna la cosa è fallita - sottolinea Bonino - e possiamo pensare noi lucchesi al Carmine per farlo vivere di prodotti lucchesi, agricoltori lucchesi, artigiani lucchesi e di tutto quel "meravigliosamente piccolo" che Lucca può offrire ai suoi graditi visitatori ma soprattutto alla sua gente. Stiamo attenti: la Boquerie di Barcellona cerca di tornare all'originalità e genuinità dei prodotti locali. Il progetto del Carmine, per la gigantesca potenzialità della struttura, dovrà essere frutto di una stretta collaborazione tra realtà produttive, artigianali, commerciali e turistiche locali. Sono sicuro che ce la faremo».
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