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DI MARCO INNOCENTI ; DI MARCO INNOCENTI

DI MARCO INNOCENTI. Possibile che un’amministrazione comunale riesca a dare risposte ai problemi dei cittadini se continua ad esistere, ed anzi si aggrava, il conflitto latente tra amministratori,...

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DI MARCO INNOCENTI. Possibile che un’amministrazione comunale riesca a dare risposte ai problemi dei cittadini se continua ad esistere, ed anzi si aggrava, il conflitto latente tra amministratori, dirigenti e dipendenti? In un momento in cui le risorse finanziarie sono ridotte al lumicino a fronte di esigenze che invece si ampliano - in tutti i settori, non solo nel sociale - sarebbe indispensabile che il poco personale a disposizione utilizzasse con il massimo scrupolo e la massima efficienza gli scarsi mezzi e i fondi ridotti, secondo le indicazioni ricevute dal sindaco e dalla giunta.

Ma, ancora più che nel passato, sembra proprio che così non accada. L’impressione è anzi che tra amministratori, dirigenti e dipendenti si sia allargato a dismisura il solco della diffidenza e della disistima reciproca, per usare un eufemismo.

La sensazione è pienamente confermata appena i cronisti chiudono il taccuino.

Il pasticcio delle luci di Natale? Nella giunta trova ascolto chi tende ad addossare la colpa agli uffici per come hanno seguito la pratica. L’incredibile querelle con la Lucchese che ha messo in croce l’assessore Tuccori sempre contraddetto, scavalcato e messo definitivamente da parte nella trattativa (anche dal sindaco)? Tuccori non ha dubbi e se la prende con gli uffici. Ma non si dimette, anche se non portano risultato alcuno le sue ignorate richieste di chiarezza. Dal personale arriva invece una interpretazione opposta: provate a cercare le responsabilità nell’azione di amministratori a dir poco inesperti. E l’andazzo non si limita ai casi indicati.

In un quadro del genere, sembra satira involontaria sentir parlare di volontà di riorganizzare la macchina comunale per ridarle smalto ed efficienza, valorizzando professionalità finora trascurate e premiando i meritevoli e i volenterosi.

E certamente non aiuta la perdita di credibilità e autorevolezza che le continui liti, anche all’interno della stessa coalizione e dello stesso partito, riversano sull’intera classe politico-amministrativa.

Era già successo nella seconda parte del secondo mandato Fazzi e per i cinque anni della giunta Favilla. Doveva essere uno degli ostacoli da rimuovere subito, si dovevano ritrovare armonia, feeling ed efficienza, invece si continua a notare che amministrazione e macchina comunale non procedono quasi mai sulla stessa strada.

E non hanno seguito scelte che dovevano consentire una approfondita verifica sulla potenziale produttività recuperabile, sul rispetto delle regole da parte di chi svolge un secondo lavoro, sul rispetto degli orari e sulla distribuzione dei carichi di lavoro.

Non c’è da stupirsi se si sentono assessori che si lamentano perché le indicazioni date agli uffici non vengono rispettate, o se si raccolgono gli sfoghi di dipendenti che contestano richieste che ritengono assurde e sbagliate. Difficile ottenere grandi risultati in un clima del genere. La questione, prioritaria, va ripresa in mano, senza indugi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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