Il Tirreno

Lucca

il comune è inadempiente

Lucca non sa quanti edifici ha

Solo una parziale risposta al censimento del Forum italiano

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LUCCA. Lucca non sa quantificare il patrimonio edilizio esistente.

In particolare non esistono dati che registrino e rendano pubblici i numeri degli immobili sfitti, vuoti, non utilizzati e, in alcuni casi, anche degradati.

E questo vale sia per quanto riguarda il settore residenziale, sia per quello commerciale e dei servizi.

Domande che restano senza risposta per la maggior parte dei comuni italiani.

Per questo motivo, circa due anni fa, è partito in tutta Italia un censimento mirato sul territorio.

Lo ha voluto il Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio, nato a Cassinetta di Lugagnano (Milano) il 29 ottobre 2011, cui aderiscono oltre 900 organizzazioni (tra associazioni nazionali, comitati locali, singoli cittadini).

Una sorta di grande censimento del cemento, il tentativo di realizzare la prima inchiesta capillare per quantificare quanto e cosa è già stato costruito e, di conseguenza, quanto e cosa è possibile riqualificare, ristrutturare, riutilizzare.

O, in alcuni casi, utilizzare per la prima volta, visto che, anche a Lucca, sono tanti gli immobili edificati e mai impiegati.

A marzo 2012 tutti i sindaci italiani, e quindi anche l'allora Mauro Favilla, hanno ricevuto copia della scheda di censimento, elaborata da un gruppo di amministratori, architetti, urbanisti e professionisti del settore.

Ad oggi sul sito del forum (www.salviamoilpaesaggio.it) è online un database consultabile da chiunque per capire se il proprio comune abbia risposto e cosa.

Lucca, che ha risposto a novembre del 2012, rientra tra gli enti contrassegnati con un quadratino arancione.

Cioè: schede parzialmente compilate.

In effetti, delle sette pagine di censimento ne risulta redatta solo una e mezzo.

Vuote anche le caselle specifiche sul patrimonio residenziale.

Si dice solo che esistono 2.078 unità immobiliari: ma quante quelle vuote/inutilizzate, quante quelle abitative, turistiche, di proprietà pubblica e quante quelle abbandonate...resta un mistero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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