Proteste
Ipotesi staffetta, Barsocchi attacca
L’ex assessore contro il presidente Baccelli: «Falla finita di criticare Tambellini»
LUCCA. Contrario. Anzi contrarissimo. O meglio, arrabbiato nero. Questo lo stato d’animo di Paolo Barsocchi, un passato da segretario Cgil, da segretario dei Ds e da assessore a palazzo Ducale, che prende di mira il presidente della Provincia. A Stefano Baccelli, Barsocchi rinfaccia i continui attacchi al sindaco Alessandro Tambellini e rimprovera un tono ormai ben oltre le righe.
Poltrone e famiglia. «Dopo il pessimo insegnamento di Renzi si rischia di dare forza ad atteggiamenti sbagliati sui territori» dice Barsocchi che assiste sulla stampa all'attacco del presidente Baccelli al sindaco.
«Ormai è tanto frequente che non rappresenta più nemmeno una notizia, ma tutto è talmente sopra le righe che siamo passati agli insulti. Trovo assai singolare che un soggetto del Pd che ricopre una carica istituzionale, anche se in fase di superamento, si permetta quotidianamente, approfittando della sua visibilità, di portare attacchi al responsabile del governo della città, anche lui del Pd, spesso con argomentazioni strumentali.
« Se questi sono modi di fare che guardano al futuro o che rappresentano modalità per il cambiamento, come si legge nel documento della direzione del Pd territoriale, permettetemi di essere in completo disaccordo. Questi modi mi sembrano piuttosto un tentativo maldestro di Baccelli di pretendere una poltrona che non gli spetta solo perché la sua è in scadenza o, peggio, perché pensa che la sua famiglia ne abbia diritto per discendenza».
I consigli. A Baccelli, dunque, l’ex assessore provinciale consiglia di fare altro. Per l’esattezza «invece che fare continue invasioni di campo, di dedicarsi, per il tempo che ancora gli rimane, lo invito a far procedere alcune tematiche importanti del nostro territorio che sono ferme da anni e che richiedono un forte impegno di coordinamento, come l'avvio reale dello scalo merci a Tassignano, la realizzazione del nuovo ponte sul Serchio per decongestionare il traffico a monte S. Quirico, lo sblocco della partita dei nuovi assi viari, l’impegno per determinare un vero cambiamento ed una nuova organizzazione nei Centri per l'Impiego perché in questa grave crisi le persone avrebbero bisogno di uno strumento realmente capace di indirizzare verso vere opportunità i tanti disoccupati che non riescono a entrare nel mondo del lavoro. E lo invito anche ad agire per mettere in sicurezza il territorio che oggi è in condizioni disastrose, così come possiamo vedere anche dai fatti accaduti nelle ultime settimane. E la lista potrebbe continuare».
Cambio di marcia. A Tambellini e alla sua giunta Barsocchi consiglia comunque di cambiare marcia. «Pagato lo scotto della fase iniziale e pur conoscendo le difficoltà in cui versano i comuni oggi, è opportuno fare un ulteriore salto di qualità nell'azione amministrativa e incominciare a fare alcune scelte che possono segnare maggiormente il carattere innovativo nel governo della città. Bisogna immediatamente dare un senso concreto alla fase che si aprirà con lo spostamento dell'ospedale cosi come è già stato enunciato dal sindaco, bisogna che la fase del piano strutturale sia la più rapida possibile indicando con chiarezza le soluzioni da dare, specialmente alla zona che va dalla stazione, Pulia, Campo di Marte come quella di avviare concretamente il percorso per il Parco del Nottolini, valorizzare i molti immobili di proprietà comunale dalla vecchia manifattura al mercato del Carmine, da palazzo Orsetti a palazzo Santini, ma l'elenco potrebbe essere molto lungo. Vorrei inoltre invitare la direzione del Pd a discutere di veri problemi che sono al centro dei tanti bisogni dei cittadini, invece di passare le serate a fare processi a persone che non hanno bisogno del loro "voto" per sapere cosa hanno fatto nel corso degli anni».
Le scomuniche del Pd. Ultimo capitolo dedicato al documento della direzione del partito, che recita: “nel Pd non hanno patria coloro che scelgono la strada dell'offesa personale e della delegittimazione permanente, che consideriamo soggetti estranei ai valori fondanti del nuovo Pd". Barsocchi censura «la banalità e l'assurdità di tali affermazioni. Voi non avete nessun diritto di fare simili scomuniche o di togliere l'appartenenza politica a nessuno. Mi sembra proprio grave che tre semplici interventi abbiano avuto la forza di farvi andare così fuori dalle righe, ma forse sono io che sbaglio; quelle frasi non erano indicate a noi, ma proprio al presidente Baccelli. Ma da quel che vedo, però, lui, non intende proprio».
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