Sicurezza
Andrà tutto on line il Fondo Marsili dedicato a Puccini
Il museo ha acquisito per 180mila euro documenti assolutamente preziosi: 600 pezzi, tra cui 350 autografi
LUCCA. Una mostra speciale. E poi tutto il patrimonio on line, come l'Archivio Pascoli. Su queste idee a breve e a lungo termine si muoverà la promozione dell'ultimo prezioso materiale acquisito dal museo Puccini: il Fondo Marsili, costituito da circa 600 pezzi, di cui quasi 350 autografi - tra lettere, cartoline e fotografie - appartenuti a Marina e Carlo Marsili, bisnipoti di Nitteti, la sorella di Giacomo. Si è trattato di una scelta difficile per loro, per i quali hanno prevalso l'interesse pubblico e la necessità di non disperdere un patrimonio. L'acquisto – per 180mila euro - proietta il museo lucchese ai vertici internazionali: dopo la Biblioteca Passerini Landi di Piacenza è il secondo al mondo per lettere e dediche autografe del maestro. Con questi numeri, dunque, bisogna puntare davvero in alto. E il senatore Andrea Marcucci – che fin dal 2006, quando era sottosegretario ai beni culturali, ha seguito la vicenda – invita a farlo.
«Lucca – dice – può diventare una delle capitali della cultura in Italia e nel mondo. La casa museo di Puccini è centrale in questa prospettiva». Del resto anche Diana Toccafondi, soprintendente archivistico per la Toscana, promette il sostegno dell'ente, in particolare per il progetto di digitalizzazione delle nuove carte e degli altri documenti esistenti nel museo. Per lei, anzi, Lucca può diventare capofila della ricomposizione virtuale di tutto il patrimonio pucciniano dislocato in varie strutture. Di valorizzazione parla anche il sindaco Alessandro Tambellini che ribadisce come la promozione del museo e di Puccini debba passare da una pianificazione intelligente. Per lui, poi, è importante che Lucca abbia un'attività musicale pucciniana tutta sua.
«Non possiamo tirarci indietro – dice –: Puccini è nato qui, non altrove». Intanto, per far vedere le carte, una volta inventariate, sarà allestita una mostra. Difficile ipotizzare una data, perché l'acquisizione si è conclusa da poco e il materiale è stato soltanto visionato. Tanto basta, tuttavia, per coglierne la portata. Non solo per la quantità, ma anche per le sue caratteristiche. «Essendo un fondo familiare – spiega Gabriella Biagi Ravenni, direttrice del museo – consente di ricostruire vicende personali finora sconosciute o poco chiare. Ma i documenti permettono di seguire da un nuovo punto di vista pure la produzione artistica del compositore». Per Biagi Ravenni, infine, l'acquisizione è anche una forma di investimento, considerando che una sola lettera scritta da Puccini può valere fino a 1000 euro e nel fondo ce ne sono circa 250.
Paola Taddeucci
(Altro servizio
a pagina 20)
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