La manifestazione
Non è colpa nostra se il ponte è stato costruito in ritardo
L’azienda Lelli Kelly ribatte alle accuse del Consorzio «Via dei Bocchi, ci hanno anche chiuso l’accesso carrabile»
SEGROMIGNO IN PIANO. La strada ha riaperto da venti giorni dopo un vespaio di polemiche e tensioni tra i residenti e attività commerciali penalizzate dalla prolungata chiusura. Il nuovo ponte sul rio Casale, ribattezzato da un graffitaro anonimo “il ponte della vergogna”, è già stato utilizzato dai cittadini che ne hanno contestato l'eccessiva pendenza, ma inevitabile per rispettare le normative sulle grandi ondate di piene come precisato dal Consorzio Auser Bientina. Adesso l'azienda Lelli Kelly che si affaccia sulla via dei Bocchi passa al contrattacco.
Alle accuse del commissario del Consorzio, Ismaele Ridolfi che attribuisce alla Lelli Kelly le «colpe dei ritardi nell'apertura della strada e per le caratteristiche che ha finito per assumere il nuovo tratto di via dei Bocchi» replica lo stesso calzaturificio attraverso il titolare e presidente Attilio Attilieni che offre la sua versione dei fatti.
«A seguito di anni e anni di ritardi nella partenza e prosecuzione dei lavori relativi al ponte, dopo svariati solleciti rivolti sia al Consorzio Auser Bientina che al Comune di Capannori, rimasti senza esito e dopo avere ceduto bonariamente nell'agosto 2009 una parte dei propri terreni per realizzare l'opera pubblica, l'11 settembre 2008 e il 19 settembre 2011, la Lelli Kelly spa ha esercitato il diritto di accesso al procedimento amministrativo ai sensi della legge 241/90 per sapere quale attività avessero adottato le autorità pubbliche per risolvere il problema delle esondazioni del canale.
«Senza esito anche questo ulteriore tentativo di legittima richiesta – racconta il titolare - il 28 settembre 2012 la Lelli Kelly ha depositato una denuncia alla Procura presso il Tribunale di Lucca, a cui sono seguite indagini a carico di "ignoti" ed il 25 gennaio 2013 la stessa Procura ha richiesto l'archiviazione, dandone informazione all'azienda».
Poi dopo anni di attesa sono finalmente iniziati i lavori di regimazione idraulica del rio Casale in corrispondenza della via Bocchi di Lammari.
«La Lelli Kelly ha così deciso di non opporsi all'archiviazione del procedimento, pur avendone avuto i motivi e si è limitata a dare impulso all'azione pubblica, nell'interesse del territorio, addirittura cedendo parte dei suo terreni. La successiva realizzazione del ponte in via Bocchi – continua il titolare dell'azienda - è opera esclusiva degli enti pubblici che per legge sono titolari del potere-dovere di tutela del territorio e realizzazione della viabilità pubblica. Dopo avere atteso per anni il doveroso intervento, a causa di un certo tipo di progettazione, ci siamo trovati nell’assurda situazione di vedersi chiudere l'accesso carrabile alla propria sede e reagire fermamente e civilmente, senza tuttavia "infiammare" la vicenda con azioni giudiziarie. Sentirsi pubblicamente accusare di responsabilità nel ritardo dei lavori è paradossale ed inaccettabile, oltre che lesivo della propria reputazione».
Intanto il ponte proprio non piace ed è ancora attiva a pagina su facebook “riaprire via Bocchi”. I residenti si interrogano anche su come è stato realizzato il nuovo ponte. C'è chi ha inserito una foto con un “prima e dopo, via Bocchi com'era, a voi i commenti”. Certo serve anche il buon senso e il rispetto del limite di velocità di 30 all’ora visibile dal cartello. (n.n.)
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