Finanza
Servono 43 milioni per la sicurezza dei fossi
Il Consorzio di bonifica: se non si fanno i lavori è impossibile pensare a realizzare gli assi viari
CAPANNORI. «Servono 43 milioni di euro per la rinaturalizzazione e l’adeguamento dei rii e per otto aree naturali d’espansione nella Piana. Senza è impossibile pensare ai nuovi assi viari». Non è una provocazione quella di Ismaele Ridolfi, commissario del Consorzio di bonifica Auser-Bientina, ma una richiesta d’impegno e rivolta a tutti gli enti coinvolti nel progetto di nuova viabilità della Piana lucchese. «Dobbiamo cambiare radicalmente la logica che ha prevalso negli ultimi decenni, quando prima si cementificava e poi si pensava ai corsi d’acqua – spiega Ridolfi – I mutamenti climatici, le piogge eccezionali che ormai sono diventate la regola ci impongono di rivedere l’approccio alla realizzazione di nuove aree residenziali, industriali e nuove infrastrutture. Insomma, prima vengono i corsi d’acqua, poi le strade, le case, i capannoni. È l’unico modo per mettere in sicurezza il territorio». E proprio dopo l’ultimo allerta e allagamenti, Ridolfi aveva postato sulla sua bacheca Facebook la foto di un terreno invaso dall’acqua, tra lo scalo merci del Frizzone e la bretellina di servizio allo scalo, dove l’acqua non riesce a defluire come dovrebbe. «Oltre alla sistemazione dei rii, occorre realizzare sette nuove aree naturali d’espansione e adeguare quella già presente in località “Ponte alla Posta”. I rii interessati sono il Rio Caprio (in programma una serie di opere, tra cui l’adeguamento della cassa a Ponte alla Posta), il Rio Ampollora (nuova cassa prevista) il Rio Casale (nuova cassa), il Rio Sana (nuova cassa), il Rio Castruccio (tre nuove aree d’espansione) e il Rio Ramo (nuova cassa) e tutto il sistema delle canalette di irrigazione – spiegaRidolfi - Gli eventi alluvionali dei giorni scorsi, che hanno interessato proprio le aree dove dovrebbe vedere la luce il sistema tangenziale lucchese (in particolare i paesi di Lammari, Segromigno Piano, Marlia, San Cassiano a Vico, Carraia, Parezzana, Toringo, Frizzone e zona industriale di Porcari), lo confermano: la priorità deve essere data alle “vie naturali dell’acqua”. Servono nuovi studi idraulici e idrogeologici. Solo dopo averli ricevuti, il Consorzio sarà in grado di dare un parere».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
