Il Tirreno

Lucca

Il Comitato: «Mozione vacua e incoerente»

Alce, ambientalisti all’attacco sull’esito del consiglio provinciale: protezione bipartisan al progetto

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BAGNI DI LUCCA. Durissimo attacco da parte del Comitato Ambiente e Salute al Consiglio provinciale dopo la decisione di quest’ultimo di approvare quasi all’unanimità la mozione sottoscritta da Isaliana Lazzerini e Oriano Rinaldi e bocciare invece il documento di Paolo Barsanti.

«La mozione approvata – tuona il Comitato – dà la misura inequivocabile della protezione politica bipartisan di cui godono i progetti di grossi impianti a biomasse nel territorio. Il documento presentato da Barsanti chiedeva il rispetto del principio di precauzione e la conseguente applicazione della procedura di Valutazione d’impatto ambientale per tutti i progetti a biomasse di potenza superiore a 1 MW, a partire dal più grande, quello di Alce. Come temevamo, questa mozione è stata però bocciata, in favore di quella confezionata solidalmente dai consiglieri di Pd, Forza Italia, Federazione della Sinistra, Ncd, Idv, Moderati della Lucchesia, Udc e Lega Nord».

Il documento Lazzerini/Rinaldi «è vacuo e totalmente incoerente – afferma il gruppo ambientalista –. La Provincia è infatti al primo posto in Toscana per le autorizzazioni concesse a grandi impianti a biomasse (Alce a Fornoli, Feu de Bois a Gallicano) e ciò contrasta platealmente con la dichiarazione della mozione di voler “promuovere l’utilizzo di impianti di piccola taglia” e col “percorso virtuoso” di cui la Provincia si fa vanto. Il documento dichiara anche la necessità di “tenere conto delle emissioni in atmosfera degli impianti, specialmente in zone già particolarmente soggette a una elevata esposizione ad inquinanti come PM10 o PM2,5”. Ma nei fatti la Provincia ha autorizzato il progetto Alce in una zona che per qualità dell’aria è fuori legge proprio rispetto al parametro polveri».

Il Comitato definisce «paradossale e risibile, oltre che scorretto verso le popolazioni aventi pari diritti e dignità l’auspicio del “volontario assoggettamento al procedimento di Via da parte delle società” che in realtà, se in possesso di un progetto sostenibile, non dovrebbero temere nessuna verifica. Nel caso di Alce poi, per evitare un diniego, i consiglieri hanno ben pensato che l’auspicio sia da intendersi solo per le società che “hanno in corso il procedimento per l’ottenimento di autorizzazioni”. Come dire: ormai quel che è fatto è fatto e la popolazione si arrangi. I consiglieri hanno deliberatamente ignorato il potere della Provincia di disporre comunque la Via per preminenti ragioni di interesse pubblico ma il fatto più sconcertante è che le stesse forze politiche che si sono opposte alla richiesta di Via avanzata da Sel chiesero invece a gran voce questa procedura per l’impianto di Bicchio (Viareggio), dieci volte più piccolo di quello di Fornoli. Le contraddizioni emerse sono state talmente insopportabile da indurre due Consiglieri della maggioranza, Barsanti e Bruni, a votare contro la mozione Lazzerini/Rinaldi. E’ la prima volta che si verifica un’incrinatura nella posizione blindata del Consiglio a favore del progetto Alce. Speriamo che questa sia il preludio di una nuova politica ambientale ed economica della Provincia, in grado di rimediare ad errori commessi».

Chiara Lammari

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