Sicurezza
Fita Lucca, quella pazza voglia di teatro
Quarantadue compagnie, migliaia di persone coinvolte, quattordici rassegne per novanta spettacoli in un anno
LUCCA. Età media dai trenta ai quarant’anni, molti giovani da diciotto a trenta, tanti liberi professionisti che si spogliano volentieri di giacca e cravatta la sera per calarsi in un personaggio sul palcoscenico. E poi impiegati, casalinghe, studenti. Quarantadue compagnie sul territorio di Lucca e provincia aderiscono alla Fita, la federazione italiana di teatro amatoriale nata in città a dicembre del 1991.
Grazie a un lavoro costante, ad oggi più che ventennale, Lucca - dopo Genova e Verona - è la terza provincia d’Italia, nell’ambito della federazione, per compagnie affiliate. Migliaia le persone che coinvolge, tra attori, registi, scenografi, costumisti, tutti accomunati da una stessa passione: quella di recitare, di calcare il palcoscenico, di collaborare per la messa in scena e la riuscita di uno spettacolo.
Nel 2013 la Fita Lucca ha organizzato e realizzato quattordici rassegne sul territorio provinciale, un numero in continua espansione. In un anno, secondo i numeri forniti dalla stessa federazione, il numero di spettacoli realizzati oscilla fra ottanta e novanta, sempre fra Lucca e provincia; dopo le “storiche” rassegne dei Rassicurati a Montecarlo, del Cortile degli Svizzeri, del teatro Nieri di Ponte a Moriano oggi si è aggiunto anche lo spazio teatrale di Forte dei Marmi.
Nel vivaio di decenni delle compagnie amatoriali lucchesi della Fita anche attori divenuti personaggi pubblici, vedi l’attuale sindaco di Borgo a Mozzano Francesco Poggi e il candidato alla guida di Capannori Luca Menesini, il capo di gabinetto del sindaco di Lucca Luca Galli e Andrea Colombini, oggi più noto come maestro di musica e direttore del Puccini e la sua Lucca Festival.
L’anima della Fita Lucca, le cui rassegne si sono moltiplicate degli anni (grazie anche alla moltiplicazione delle compagnie, che erano sette in principio della federazione a Lucca) è una brillantissima signora lucchese settantenne, ex insegnante. Si chiama Maria Raffaella Lanzara Cuomo, per tutti Mariella Cuomo. La affianca oggi nel coordinamento dell’attività delle compagnie e delle rassegne Rita Nelli, che ha quarant’anni e lavora nel settore informatico.
Il significato di fare teatro. «La vita teatrale è molto attiva - spiega Rita Nelli -, è fatta di socialità e condivisione. un lavoro di équipe che insegna a delegare». La passione è il collante indispensabile. «Le compagnie - racconta sempre Rita - provano nei sottopalchi, ma anche a casa e in ufficio. Ogni spazio è buono per cimentarsi nelle prove di uno spettacolo. Anche perché il teatro è disponibile solo dal pomeriggio del giorno della rappresentazione. Finisce che si ha un’idea della messa in scena solo quando si mette realmente in scena».
La storia della Fita dalla voce di Mariella. «Iniziammo la nostra attività - racconta la signora Mariella, fondatrice della compagnia dei Sognatori, con una rassegna a San Cassiano. Ma dopo due anni il teatro parrocchiale ci fu tolto: il sacerdote ci informò che non aveva l’agibilità. Così andammo a Montecarlo, e poi in Cortile degli Svizzeri. Non è stato facile andare avanti, mi hanno sempre messo i bastoni fra le ruote. Ma ho trovato amministrazioni e amministratori preziosi per la nostra attività». Mariella fa nomi e cognomi. È particolarmente legata a Montecarlo, al sindaco Vittorio Fantozzi e al suo predecessore, all’attuale presidente della Provincia Stefano Baccelli, ai sindaci di Lucca - da Pietro Fazzi a Mauro Favilla ad Alessandro Tambellini - per avere con loro dato vita all’esperienza della rassegna di Ponte a Moriano. E il fatto «Una grande considerazione della Fita - ricostruisce ancora Mariella Cuomo - la ricevemmo anche dall’ex presidente della Provincia Andrea Tagliasacchi, che ha collaborato e costruito con noi, oltre a darci sostegno morale. La Fondazione Cassa di Risparmio è stata determinante per la nostra attività, e anche la Fondazione Banca del Monte. Mi meraviglia però come mai il teatrino di Vetriano non abbia mai preso in considerazione la nostra realtà, che invece potrebbe essere molto importante per il Fondo Ambiente Italia (il Fai, proprietario del teatrino di Vetriano, che vanta il primato di teatro più piccolo al mondo, ndr)».
«Attori di grande qualità». «In tutte le realtà del territorio provinciale - continua Mariella Cuomo - la Fita ha a disposizione spettacoli con attori di grande qualità». Perché la connotazione di “teatro amatoriale”, tiene a precisarlo anche Rita Nelli, alla fine equivale più a una consuetudine che altro. Amatoriali alcune di queste compagnie lo sono solo per il fatto che le persone che le compongono nella vita fanno un lavoro diverso dalla scena. Ma la professionalità, come sottolineano le due coordinatrici della Fita, spesso è molto alta. Non a caso il più delle volte i teatri dove le compagnie della Fita mettono in scena le loro rappresentazioni raggiungono il tutto esaurito, con grandissima soddisfazione degli addetti ai lavori e del pubblico, che apprezza e si diverte. E oggi la motivazione profonda di chi “milita” in queste compagnie fa superare tutti gli ostacoli. «È usuale - racconta Rita Nelli - che fra compagnie ci sia scambio di attori, di scenografi».
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