Il dolore
Danni ingenti agli Archi E ora si teme la pioggia
Per i tecnici del Comune non ci sono pericoli per la stabilità del Duomo Il sindaco Bonini: «La Ripa sarà restaurata, è parte del fascino di Barga»
BARGA. Nessun pericolo di cedimenti o smottamenti per il duomo di San Cristoforo, simbolo della città. Ma di certo, per ripristinare e restaurare gli Archi della Ripa occorrerà un bel pacchetto di euro, perché i danni sono evidenti, e con la luce del giorno gli effetti della spaventosa caduta massi che ha letteralmente spaccato in due il monumento costruito negli anni ’30, sono stati più gravi del previsto.
Il sindaco di Barga, Marco Bonini, già domenica sera si è precipitato sul luogo della lesione, ed è rimasto in contatto per tutta la giornata di ieri coi tecnici comunali per monitorare, assieme all’assessore Pietro Onesti, l’evolversi della situazione. Alla fine, il “bollettino medico” emanato dallo stesso Bonini esclude rischi strutturali per la zona più alta del capoluogo: «Non ci sono pericoli di stabilità del Duomo ed abitazioni, ma occorre rimediare al danno». Comunque, a suffragare la tesi del primo cittadino sono stati i rilievi svolti dai tecnici del Comune, che hanno confermato l’assenza di criticità del colle dove sorge il Duomo e anche per la zona circostante, abitazioni comprese. A proposito di queste, occorre giusto per chiarezza, notare che sorgono a poche decine di metri dagli archi, quindi si consente di mantenere la distanza di sicurezza.
Ma la ferita più grossa, quella evidenziata dagli scatti che hanno fatto il giro del web nell’arco di poche ore, è quella di natura architettonica e storica: «Il Muro della Ripa fa parte a tutti gli effetti delle caratteristiche e del fascino di Barga Vecchia – ha affermato Marco Bonini durante il sopralluogo – e merita continuare a valorizzarlo ed a mantenerlo in salute. È un nuovo danno importante inferto alla nostra comunità da questo periodo di piogge e maltempo».
Considerato che la cinta muraria sorta durante la gerenza dell’allora podestà Morando Stefani è un bene vincolato a livello paesaggistico e storico, il primo cittadino pensa di investire chi di dovere: «Dobbiamo evitare ulteriori danneggiamenti di questo che è a tutti gli effetti un monumento architettonico barghigiano. Faremo immediata richiesta di ispezione da parte della Sovrintendenza per vedere come ci possiamo muovere». Perciò, per questo motivo, sono stati convocati i tecnici del Genio Civile incaricati dei rilievi del caso. Al momento, una stima dei danni è prematura, ma preoccupa piuttosto la fragilità di un territorio che, col passare del tempo, si mostra sempre più friabile. Il maltempo di queste ore, poi, non aiuta certamente le operazioni di messa in sicurezza, ma si sta lavorando alacremente per tornare alla normalità. Gli Archi della Ripa furono costruiti negli anni ’30 per mettere al riparo da rischi idrogeologici la zona sottostante San Cristoforo, e l’impianto architettonico è in linea con lo stile di quegli anni. Visibili nella loro interezza e nella loro ferita dalla strada che porta a Renaio, le mura hanno avuto già molti colpi pesanti, coi primi danneggiamenti datati una ventina di anni fa e soprattutto il crollo del 2011 che lesionò l’area più estrema del monumento. Il timore è che le precipitazioni di questa ennesima emergenza meteo possano condizionare la stabilità dei terreni sovrastanti.
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