La manifestazione
A giudizio un dirigente e tre calciatori
LUCCA. Un dirigente e tre giocatori della formazione dei Diavoli Neri Gorfigliano che milita in Seconda Categoria sono stati citati a giudizio dal sostituto procuratore Aldo Ingangi con l’accusa di...
LUCCA. Un dirigente e tre giocatori della formazione dei Diavoli Neri Gorfigliano che milita in Seconda Categoria sono stati citati a giudizio dal sostituto procuratore Aldo Ingangi con l’accusa di ingiuria con l’aggravante dalla discriminazione razziale. Il processo non è ancora stato fissato. Per la procura le spiegazioni fornite da quegli indagati che hanno chiesto di farsi interrogare - e che nella loro difesa indicavano l’arbitro come colui che aveva generato confusione strumentalizzando alcune frasi durante una partita - non sono state ritenute sufficienti per chiedere l’archiviazione.
La vicenda risale al 13 ottobre scorso a S. Quirico di Moriano durante la partita di campionato Morianese-Diavoli Neri Gorfigliano. Nel corso della gara, stando all’accusa, due fratelli originari del Marocco, ma italiani a tutti gli effetti, che militano nella formazione locale vennero presi di mira da alcuni calciatori e da un dirigente della squadra ospite che li avrebbero apostrofati con epiteti irripetibili culminati con l’espressione «Negro di m.... stai zitto» pronunciata da un giocatore dei Diavoli Neri. Il referto arbitrale venne inviato al giudice sportivo che applicò la necessaria sanzione. Ma proprio in virtù della discriminazione razziale - che prevede in base alla legge Mancino del 1993 la procedibilità d’ufficio anziché quella a querela di parte come contempla il reato di ingiurie - la Digos s’interessò subito alla vicenda inviando gli atti alla procura della Repubblica. Nei confronti dei quattro indagati, tra l’altro, sono state avviate dalla Digos diretta dal dottor Simone Scalzo anche le procedure per il Daspo (divieto di accesso negli stadi) che potrebbero concludersi entro la fine della stagione agonistica.
Gli indagati hanno sempre professato la loro innocenza e il direttore sportivo Ivano Orsi all’epoca dei fatti rimandò al mittente le accuse parlando di «vicenda strumentalizzata da un arbitro che già in passato aveva penalizzato i Diavoli Neri Gorfigliano arrecando un danno notevole d’immagine a una società sportiva fondata sette anni fa dall’impegno di un gruppo di sportivi di Gorfigliano»(l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
