Finanza
Barga, cedono tre arcate della Ripa sotto il duomo
Un rumore assordante ha accompagnato il crollo, probabilmente causato dalle piogge incessanti delle ultime settimane. Il muro venne costruito negli anni Trenta
BARGA. Un masso di dimensioni ciclocipche che si stacca dai tanti terreni ormai inzuppati dalle settimane di piogge ininterrotte, un boato sordo che ha svegliato una dormiente Barga, e un pezzo di storia cittadina si è spaccato sotto i colpi della furia della natura.
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Tre degli "Archi della Ripa", le mura moderne che sorreggono la parte del centro storico che dal Duomo volge verso l'Appennino di Renaio, sono letteralmente andati in frantumi. Uno spettacolo davvero spaventoso, che qualcuno ha paragonato al crollo delle mura di Volterra.
Gli Archi della Ripa furono realizzati nei primi degli anni '30 dall'allora podestà barghigiano Morando Stefani, e voluti da Mussolini come opera di consolidamento del versante della Ripa, ampia porzione di centro storico. La decisione venne presa anche dopo il terribile terremoto del 1920, che danneggiò severamente il Duomo: proprio lavorando al restauro di quest’ultimo ci si rese conto che la ripa sulla quale appoggiava era formata da terra argillosa e che sarebbe servito un consolidamento per evitare lo scivolamento a valle.
Nicola Bellanova
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