Il dolore
Le strade scoppiano bisogna puntare sui treni
LUCCA. Italia Nostra dice la sua sul sistema tangenziale della Piana. Lo fa partendo da un’analisi storica per terminare con cinque richieste. «La Piana vede problematiche di traffico anche pesante...
LUCCA. Italia Nostra dice la sua sul sistema tangenziale della Piana. Lo fa partendo da un’analisi storica per terminare con cinque richieste.
«La Piana vede problematiche di traffico anche pesante che insiste su un sistema stradale molto esteso, ma inadeguato per l’elevato volume di mobilità generatosi a causa di scelte urbanistiche scellerate fatte negli ultimi 60 anni. La caotica distribuzione di funzioni residenziali, commerciali e produttive (soprattutto micro-produttive) è stata conseguenza di una visione politica clientelare che si prefiggeva di favorire le richieste di ogni piccolo proprietario di lotti terrieri, in una situazione ove la proprietà per motivazioni storiche era ed è sparsa e spezzettata, accelerando al contempo l’abbandono agricolo e senza impiantare un conseguente razionale programma viario idoneo alla nuova configurazione e alle nuove funzioni. La viabilità distributiva interna si è adagiata sulla fitta rete storica interpoderale semplicemente asfaltandola e gli storici assi di attraversamento (strada statale 12, lo storico rettifilo dello “stradone di Marlia”, oggi Viale Europa) sono stati trasformati quasi interamente in strade urbane favorendo fino ad oggi (è proprio cronaca di questi giorni) nuove vere e proprie speculazioni insediative nei terreni limitrofi. Analoga la sorte degli assi radiali verso ovest ed est che escono dal nucleo lucchese. Il problema della mobilità interna e attraverso la Piana oggi necessita di un’opera di razionalizzazione e una programmazione più consistente che non uno o due tratti stradali».
Italia Nostra chiede un cambiamento di strategie urbanistiche azzerando il consumo di nuovo suolo per insediamenti. La razionalizzazione nella distribuzione delle funzioni. La limitazione massima possibile del traffico su gomma. La promozione e il passaggio alla mobilità su rotaia per il trasporto delle merci e delle persone (tronchetti ferroviari a servizio delle aree industriali sia nella linea Pisa-Lucca-Garfagnana che nella linea Viareggio-Lucca-Firenze, e raddoppio integrale di questa ultima). «Ogni intervento deve essere dovere, obbligo e occasione per tutti per costruire e recuperare paesaggio. Solo in questa prospettiva può aver senso, oggi, attuare un integrativo e limitato sistema viario tangenziale, perché, solo con l’attuazione contemporanea di queste, i relativi costi economici e sociali e lo stress ambientale comunque apportato possono apparire motivati».
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