Sicurezza
Impianto di macellazione finisce sotto sequestro
Per maltrattamenti agli animali sigilli alle attrezzature di via Ciarpi a Porcari Maxi multa all’azienda con la procura che indaga il titolare e i sette dipendenti
PORCARI. Per una pura convenienza economica massacravano vitelli e bovini al momento della macellazione sgozzandoli e sottoponendoli alle scariche elettriche per immobilizzarli e trascinarli nelle trappole di contenzione. Le foto e le immagini scattate dai militari del Nas testimonierebbero la crudeltà degli operatori che per l’accusa hanno violato costantemente le normative dell’Unione Europee infliggendo inutili sofferenze agli animali. Un’indagine iniziata a maggio dello scorso anno sotto la direzione del sostituto procuratore Antonio Mariotti e conclusa nei giorni scorsi con un decreto di perquisizione nell’impianto di macellazione di via Ciarpi a Porcari con contestuale sequestro - disposto dal gip Giuseppe Pezzuti - della documentazione legata alle macellazioni e il sequestro preventivo delle attrezzature utilizzate allo scopo.
Indagati e maxi multa. I carabinieri del nucleo antisofisticazione di Livorno in collaborazione con l’azienda Asl di Lucca (settore sicurezza alimentare e nutrizione) hanno effettuato il blitz nell’azienda di macellazione di Porcari notificando il provvedimento di sospensione dell’attività di macellazione a seguito dei reiterati illeciti amministrativi commessi all’interno dell’impianto di via Ciarpi. E la procura ha indagato il titolare dell’impianto e i sette dipendenti mentre i carabinieri del Nas hanno contestato una maximulta per i maltrattamenti ai bovini nell’attività di macellazione. Alla base del provvedimento giudiziario la nuova normativa (1099/2009 Comunità Europa) entrata in vigore il primo gennaio 2013 che prevede maggiori garanzie del rispetto delle condizioni relative al benessere degli animali durante gli abbattimenti eseguiti. È per questo motivo che in virtù delle mutate sensibilità etiche e dello sviluppo di nuove tecnologie in tema di stordimento e abbattimento più rispettose del benessere animale in fase di macellazione, l’Unione Europea ha aggiornato l’attuale normativa considerata obsoleta sostituendola con un regolamento comunitario.
Le irregolarità. Stando all’accusa il titolare dell’impianto e i sette addetti utilizzavano indebitamente le mordecchie (pinze utilizzate per immobilizzare gli animali) e dispositivi a scariche elettriche per immobilizzare i bovini e trascinarli nelle trappole di contenzione, Inoltre i maltrattamenti riguardavano anche la iugulazione visto che invece di effettuare un unico taglio all’altezza della gola per ottenere il dissanguamento completo veniva eseguita una resezione delle vene giugulari anche quando l’animale, sospeso a un paranco, era sempre vivo. Il tutto per ragioni di natura economica. Perché se l’animale non entrava nel macchinario di contenimento la macellazione non poteva avvenire con perdita di tempo e di denaro. (l.t.)
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