Il Tirreno

Lucca

Perdono il lavoro e vanno a rubare il rame

Imbianchino e operaio del Compitese arrestati dai militari che li sorprendono alla Panem di Altopascio

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ALTOPASCIO. La crisi batte forte e dopo aver perduto i rispettivi posti di lavoro s’improvvisano ladri di rame e di ottone. Ma la nuova attività è tutt’altro che redditizia e frutta alla coppia di incensurati trentasettenni residenti nel Compitese l’arresto per furto aggravato. A scoprirli sono i carabinieri del radiomobile diretti dal capitano Lorenzo Angioni che dopo averli fermati in flagranza li reato li portano in cella di sicurezza. Ieri mattina dopo la convalida il giudice - d’accordo con la procura - li rimette in libertà. Adesso dovranno rigare dritto se non vogliono finire in carcere e restarci per davvero.

I fatti. Armati di tronchesi, piede di porco, cacciavite, chiavi inglesi e forbici e con indosso passamontagne e guanti per evitare di lasciare impronte digitali individuano un obiettivo facile facile e assai redditizio: l’ex panificio Panem ad Altopascio. La storica azienda - fallita con sentenza emessa dal tribunale di Monza nell’ottobre 2012 - è da tempo in stato di completo abbandono ed entrare all’interno è un gioco da ragazzi. Così l’ex operaio e l’ex imbianchino - entrambi senza lavoro - alla guida di un furgone privo di copertura assicurativa parcheggiano proprio di fronte all’edificio vuoto e iniziano a tagliare i fili dell’impianto elettrico e i tubi dell’impianto termico che alimenta la caldaia. Obiettivo il rame e l’ottone, metalli nobili e assai ricercati sul mercato dei ricettatori e in grado di fruttare alcune migliaia di euro. Ma per ripulire gli enormi locali abbandonati servono giorni, forse settimane. Così i neofiti del furto decidono di lasciare il furgone di fronte alla Panem sino a quando il «lavoro» non è concluso.

L’allarme. Ma quello strano camioncino parcheggiato non passa inosservato. E alcuni abitanti della zona lo notano e avverto il 112. Così nell’ambito dei servizi predisposti dall’Arma nella lotta ai reati contro il patrimonio l’altra sera poco dopo le 18 una pattuglia del radiomobile piomba alla Panem e scopre i due ultra trentenni al cellulare. Aprono il furgono e all’interno - stando all’accusa - si sono oltre 200 chili tra rame e ottone. Un breve controllo all’interno del panificio dismesso ed emerge la verità. Quel materiale è stato prelevato dall’impianto elettrico e termico dello stabilimento. Non solo. Alla coppia vengono sequestrati decine di arnesi da scasso mentre l’oro rosso viene riconsegnato. Dopo l’arresto e la convalida l’ex operaio e l’ex imbianchino tornano in libertà.(l.t.)

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