Il Tirreno

Lucca

Ladri nelle case di notte a S. Giuseppe e S. Salvatore

di Luca Tronchetti

Montecarlo nel mirino dei pendolari del crimine che visitano cinque abitazioni Autori del raid tre individui che entrano dalle finestre e fuggono con l’ombrello

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MONTECARLO. Da sabato sera gli abitanti di Montecarlo e dintorni sono in balia di una gang di pendolari del crimine dedita ai furti nelle abitazioni. Il modo di operare della banda è più o meno identico in tutte le occasioni. Agiscono nel cuore della notte facendo un buco con un trapano a mano nelle finestre in legno a piano terra e fanno passare dal foro un gancio metallico - di forma simile a quello che regge i secchi in plastica per l’acqua - che aggancia la maniglia in modo da aprire l’infisso. E una volta all’interno i malviventi s’impossessano di cellulari, iPad, orologi, denaro e monili vari. Le zone colpite? San Giuseppe, San Salvatore e anche le prime case a San Martino in Colle nel comune di Capannori. Se tra venerdì e sabato i ladri si sono limitati a tentativi, tra lunedì e martedì sono riusciti a mettere a segno i primi colpi. Ma l’escalation è proseguita e l’altra notte sono state 5 le abitazioni prese di mira. Tutte sprovviste di sistema d’allarme.

Tre banditi in fuga. L’altra notte alle 2,30 Gabriele Forassiepi che vive con la compagna al primo piano di un’abitazione in via di Mazzone a San Giuseppe di Montecarlo ha visto nitidamente tre malviventi fuggire dalla sua casa dopo essersi impossessati di un iPad da mille euro acquistato 20 giorni fa, un orologio e un telefonino (poi ritrovato abbandonato sopra il muretto di un’abitazione di Montecarlo). E siccome stava piovendo i ladri scappavano riparandosi sotto un ombrello. «Mio figlio - racconta Vanda Forassiepi che abita nell’appartamento al piano superiore della casa - ha sentito degli strani rumori e si è svegliato di soprassalto urlando “Cosa fate, cosa fate” . Erano le 2,30 di notte. Ha fatto in tempo a notare tre sagome che, aperta la porta d’ingresso, si allontanavano nell’oscurità riparandosi sotto un ombrello. Prima di praticare il foro alla finestra hanno scavalcato il piccolo cancello d’ingresso e sistemato dei vasi da fiori sopra ai faretti collocati sul marciapiede in modo da rendere completamente buia la parte esterna dell’abitazione. Immaginatevi lo spavento e l’agitazione al di là del furto. Ormai da noi si dorme con un occhio aperto e uno chiuso». Ma a San Giuseppe di Montecarlo non è l’unica abitazione presa di mira. Un furto notturno è stato commesso ai danni della famiglia Tambellini (portafogli con all’interno un migliaio di euro) e un altro a casa Da Valle (via un portafogli e un paio di occhiali).

Due visite in 24 ore. A «salvare» per due volte la famiglia di Luisa Del Bontà che abita a Colmata di San Salvatore sempre nel comune di Montecarlo sono stati i cani da caccia. «Martedì notte ci hanno svegliato verso le 4 - racconta - e abbiamo trovato la finestra aperta. Logico che non abbiamo più chiuso occhio sino all’alba. E mercoledì notte all’una e mezzo abbiamo sentito rumori provenire dalla porta d’ingresso. Ci sono segni di effrazione, ma i ladri non sono entrati. Abbiamo chiamato i carabinieri che sono arrivati a tempo di record, ma i ladri si erano già dileguati. Adesso stiamo montando un sistema d’allarme perché altrimenti non si dorme più». Sempre a S. Salvatore tentato furto anche alla famiglia Paoli che abita a 100 metri dai Del Bontà mentre due tentativi di effrazione in altrettante case della parte alta di S. Martino in Colle.

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