Sicurezza
La Tares diventa un caso «Cara e gestita malissimo»
Gallicano, interpellanza di Venturini: cartelle non arrivate o con cifre sbagliate Nel mirino anche Severa: «È piena di debiti e si fa pagare troppo i suoi servizi»
GALLICANO. La grande confusione del pagamento della Tares a Gallicano, che ha portato i cittadini a costituirsi addirittura in un comitato, ha indotto il consigliere comunale Daniele Venturini a presentare una interpellanza comunale e a scrivere una lettera aperta al Sindaco per contestare i metodi di esazione applicati dall'Amministrazione comunale e, sopratutto, mettere in evidenza quali ricadute negative abbia per i cittadini e le imprese il mantenimento dello “status quo”, ovvero la permanenza in Se.Ver.A., della quale il Comune di Gallicano è socio,
«A tantissime famiglie le cartelle di pagamento non sono arrivate, e di quelle arrivate molte recavano dati sbagliati, creando molti disagi ai cittadini – afferma il capogruppo di “Gallicano concreta e solidale” -. Infatti l’Amministrazione è stata costretta a prorogare la data di scadenza, per consentire ai contribuenti di pagare la tassa senza incorrere in sanzioni».
Venturini, su questo tema ha presentato una interpellanza al sindaco Maria Stella Adami: «La partecipata Se.Ver.A. S.p.A. è gravata da un debito netto di circa 13 milioni di euro con le banche. Di questi 13 milioni, circa cinque sono mutualizzati e i rimanenti otto sono di scoperto con le banche. A Barga, la spesa procapite per abitante è di circa 212 euro l’anno, a Castelnuovo di 357 euro, a Gallicano 341. Castelnuovo e Gallicano sono serviti da Se.Ver.A. mentre Barga no, e ha quasi il doppio di abitanti e territorio degli altri due comuni. A questo punto mi pongo una domanda: il perché di questa sproporzione nei costi della raccolta e smaltimento rifiuti da un comune che è fuori da Se.Ver.A. (Barga), rispetto ad un comune che è dentro Se.Ver.A. (Castelnuovo e Gallicano). Io penso che la differenza derivi dal fatto che Se.Ver.A., scarica nella tariffa anche gli oneri e i costi finanziari derivanti dalle disastrose gestioni del passato. In questa maniera i debiti vengono ripianati dai cittadini attraverso una maggiorazione della tariffa e non dagli amministratori, che sono, sempre a mio parere, la causa del colossale debito che attualmente sta gravando Se.Ver.A».
E poi: «Quando il nuovo gestore unico rileverà Se.Ver.A. S.p.A., se si accollerà i debiti, il mio timore è che pretenderà in futuro che tali debiti siano spalmati in un piano, ad esempio quinquennale, come maggiorazioni della tariffa corrente con conseguente aumento degli oneri del servizio. In questa maniera, gli amministratori locali e i dirigenti Se.Ver.A., ne usciranno “puliti”, ma a pagare sarà sempre e comunque il cittadino. Perché il sindaco non ha avuto il coraggio di cambiare gestore?».
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