Il Tirreno

Lucca

SCOPERTI DAGLI INVESTIGATORI PRIVATI

Due operai licenziati dalle rispettive ditte per furto di gasolio

LUCCA. Le micro videocamere sistemate in punti strategici delle due aziende di medie dimensioni con oltre 40 dipendenti e con sede in Lucchesia portano ad una scoperta inquietante. Gli autori degli...

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LUCCA. Le micro videocamere sistemate in punti strategici delle due aziende di medie dimensioni con oltre 40 dipendenti e con sede in Lucchesia portano ad una scoperta inquietante. Gli autori degli ammanchi di carburante, in prevalenza gasolio, avvenuti in particolare nel periodo natalizio sono degli operai infedeli. In tutto sette lavoratori, due dei quali sono già stati licenziati mentre gli altri sono stati colpiti da provvedimenti disciplinari che potrebbero sfociare nell'allontanamento, per giusta causa, dal loro impiego. Tutti scoperti con le mani nel sacco dagli investigatori privati della Fox Investigazioni: l’ex capo della Mobile, Claudio Arpaia, e Gianluca Bartalini. Chiamati dai responsabili delle due aziende inchiodano i responsabili filmandoli e pedinandoli sino a casa o ai luoghi d’incontro. Perché i dipendenti infedeli non si limitano a riempire di gasolio le loro auto, ma i «furbetti» rivendono il carburante trafugato a prezzi vantaggiosi ad altri piccoli imprenditori e padroncini di Lucca e della Piana. In una delle due aziende una cisterna mobile - che serviva a rifornire i mezzi e i macchinari dell’impresa - è stata quasi svuotata (contiene 5mila litri) con gli operai indagati che sono arrivati, anche più volte al giorno, a prosciugare del 25% il contenitore. Sull'onda della crisi economica sono sempre più le aziende che si sono rivolte alla Fox Investigazioni anche per monitorare l'entrata e l'uscita della merce dai magazzini e controllare le aree dove vengono stoccati i materiali. Episodi sempre più diffusi, tanto che all'agenzia si sono rivolte nelle ultime settimane altre tre aziende lucchesi per controlli nei magazzini e nelle aree di stoccaggio. «Un fenomeno in crescita - spiegano Arpaia e Bartalini - dovuto anche alla crisi economica Ma le attività di indagini richieste dalle aziende riguardano anche i certificati di malattia e gli infortuni sospetti di alcuni dipendenti. Di recente abbiamo portato alla luce il caso di un dipendente di una ditta lucchese che ha finto di essersi infortunato al lavoro. Abbiamo scoperto invece che si era fatto male giocando a calcetto con gli amici».(l.t.)

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