Il Tirreno

Lucca

Tassa di soggiorno, ultimatum agli hotel

di Luca Cinotti
Tassa di soggiorno, ultimatum agli hotel

Il Comune invita chi non è in regola a giustificare la sua posizione. Altrimenti scatteranno sanzioni da 25 a 500 euro

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LUCCA. Si stringono i nodi sull’imposta di soggiorno. E, soprattutto, si stringono su quegli esercizi che - stando al “censimento” del Comune - risultano essere “sospetti”. Il prossimo passo sarà l’invio a tutte le strutture ricettive “nel mirino” di una lettera con la quale l’amministrazione comunale chiederà chiarimenti. Pena l’irrogazione delle sanzioni previste nel regolamento dell’imposta.

Da mesi, ormai, si è capito che i risultati dell’imposta - introdotta dal primo aprile dello scorso anno - sarebbero stati assai deludenti. Nel bilancio preventivo 2013 era stata iscritta una cifra di 700mila euro. La realtà, però, è ben diversa: i prime due trimestri di applicazione (da aprile a settembre) hanno portato nelle casse del Comune 385mila euro. I conteggi del terzo trimestre (da ottobre a novembre) sono ancora in corso, visto che continuano ad arrivare pagamenti. Ma difficilmente si andrà oltre i 100mila euro. In totale, dunque, si rimarrà ampiamente sotto il traguardo del mezzo milione.

Fra le cause già da tempo individuate c’è la grande presenza di strutture abusive su tutto il territorio, il più delle volte facilmente raggiungibili (e prenotabili) via Internet. Ma c’è anche la netta percezione che più di un operatore abbia “fatto il furbo”, non versando quanto dovuto (magari dopo aver regolarmente incassato dal cliente).

E così sono in partenza le lettere che, dopo aver ricordato i termini del regolamento che il Comune si è dato sull’imposta di soggiorno - e in particolare gli obblighi a carico dei gestori - segnalano ad destinatario che non è in regola. In particolare, può non aver pagato l’imposta di soggiorno oppure non aver consegnato la dichiarazione che contiene numero dei pernottamenti imponibili, giorni di permanenza, numero delle esenzioni, imposta versata e gli estremi del versamento.

La missiva procede poi invitando «a fornire i chiarimenti del caso, documentando l’assolvimento degli obblighi previsti ovvero la ragione dell’inadempimento, entro il termine di 30 giorni dal ricevimento della presenta comunicazione».

Nel caso che i documenti non arrivino, oppure la risposta sia considerata «insufficiente o infondata», il Comune si vedrà «costretto a procedere con l’irrogazione delle sanzioni previste dal regolamento». Che - norme alla mano - variano da 25 a 500 euro. C’è anche un problema “tecnico”: il “soggetto passivo” (cioè quello tenuto al pagamento) è il turista, e non l’albergatore. E non è, ovviamente, pensabile di andare a inseguire ogni singolo visitatore. Anche perché è impossibile risalire a chi ha versato il dovuto e chi, invece, è tornato a casa senza pagare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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