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Lucca

il sindaco in consiglio comunale

«Scuole e polo sociale al Campo di Marte»

LUCCA. Futuro del Campo di Marte. Il tema entra a sorpresa in consiglio comunale, occupando, di fatto, l'intera seduta e stravolgendo i punti fissati all'ordine del giorno. Primo fra tutti, il...

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LUCCA. Futuro del Campo di Marte. Il tema entra a sorpresa in consiglio comunale, occupando, di fatto, l'intera seduta e stravolgendo i punti fissati all'ordine del giorno. Primo fra tutti, il regolamento per la gestione degli impianti sportivi, la cui discussione, iniziata alle undici passate, ha fatto emergere refusi, dubbi e criticità, da destra e da sinistra, portando il consiglio a decidere per un rinvio della pratica.

Ma partiamo dall'inizio. Da quando il sindaco Alessandro Tambellini primo cittadino si è alzato in piedi, ha accesso il videoproiettore e ha annunciato una sua comunicazione. Tutti si aspettavano una dichiarazione che entrasse nel merito degli avvisi di garanzia ai dirigenti comunali, Mauro Di Bugno e Maurizio Tani. Ma è bastato un attimo per capire che l'argomento in questione fosse tutt'altro: il futuro del Campo di Marte. Un modo, come ha detto il sindaco, per coinvolgere anche il consiglio comunale sul futuro dell'area.

Così, tra l'incredulità del Movimento 5 Stelle, sul telo per la videoproiezione sono passate una dopo l'altra le immagini, gli appunti e le mappe già mostrate nei giorni scorsi. Con Tambellini che ha ricapitolato quali sono le idee dell'amministrazione: dal polo scolastico agli uffici pubblici di vario genere, questura in primis, un polo d'eccellenza d'area vasta per le disabilità, housing sociale e il “Dopo di noi”, per le persone disabili rimaste senza famiglia. Dovevano essere cinque minuti di comunicazione secca; sono diventati venti minuti di monologo, a cui ha fatto seguito un buon numero di interventi.

Il primo a prendere la parola è stato Piero Angelini di Governare Lucca che, tra le varie criticità, ha riscontrato come prioritaria quella urbanistica. «La zona del Campo di Marte – ha detto – è una delle 166 disposizioni manipolate del regolamento urbanistico, per cui bisognerà fare una definitiva chiarezza. Per quanto riguarda il metodo, invece, penso che l'unico possibile sia quello già previsto dall'accordo di programma del 2005: un tavolo tecnico, cui sono titolati a sedersi solo i tecnici di Comune e Provincia. L'unico modo per essere forti, credibili e per acquistare una certa centralità di fronte alla Regione».

A seguire Pietro Fazzi, secondo cui la scelta del sindaco è stata una forzatura, per cercare, in modo più informale, «una qualche legittimazione a una posizione in evidente rotta di collisione a una proposta uscita senza preavviso da parte del presidente della Provincia riguardo alla cittadella della sicurezza». Critico anche il capogruppo di Forza Italia, Marco Martinelli, mentre è stata la presidente della commissione sociale, Valentina Mercanti ha insistere perché venga coinvolta la commissione sociale s, ribadendo anche la necessità di un consiglio comunale aperto. Consiglio che - ha detto il presidente Matteo Garzella - potrebbe arrivare, a patto che non si trasformi in uno «sfogatoio».

Nadia Davini

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