Il Tirreno

Lucca

I detenuti del S. Giorgio ripuliscono le Mura

Accordo tra Comune e casa circondariale: alcuni carcerati a titolo volontario potranno svolgere lavori di pubblica utilità, anche tenere in ordine le aiuole

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LUCCA. Parte il progetto di reinserimento sociale dei detenuti del carcere "S. Giorgio" che potranno fare lavori di pubblica utilità in modo da agevolarne il resinserimento nella società. È l’esito della nuova convenzione tra il Comune e la casa circondariale S. Giorgio. Il progetto prevede - per un numero massimo di cinque detenuti - la possibilità, a titolo volontario e gratuito, di effettuare una serie di lavori da svolgersi nella pubblica amministrazione, enti e organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato. La convenzione permetterà ai volontari di svolgere lavori di pubblica utilità riguardanti, ad esempio, la manutenzione delle Mura, dell'Orto Botanico, degli spazi verdi lungo la circonvallazione: l'obiettivo è favorire la tutela del patrimonio ambientale e culturale, senza dimenticare il supporto operativo al personale dell'Opera delle Mura nello svolgimento delle proprie attività. «L'iniziativa ha una forte valenza sociale - dice il direttore del carcere, Francesco Ruello - proprio perché i detenuti svolgono attività importanti per la collettività. La durata della convenzione è di un anno, prorogabile per altri du,e e prevede anche un sistema di verifica e valutazione del lavoro svolto. Il numero apparentemente esiguo di detenuti coinvolti non deve preoccupare: visto l'ampio turnover nella casa circondariale, dovuto sostanzialmente al fatto che le pene da scontare sono molto spesso brevi, favoriranno il coinvolgimento del resto della popolazione carceraria».

Sarà quindi preparato il terreno per il reinserimento nella società, spesso difficoltoso, che dovranno affrontare gli internati, cercando di conferire all'idea di sanzione dovuta alla pena il significato ben più positivo di una rieducazione.

La presentazione dell’iniziativa è anche l’occasione per parlare della situazione attuale del carcere. «C'è stata una netta deflazione nell'ultimo periodo: prima ospitavamo 180 detenuti, ora 151, su una capienza massima consentita che comunque di aggira intorno alle 113 unità - spiega Ruello -. Non abbiamo ancora parlato di un eventuale spostamento della struttura, che peraltro non è nemmeno previsto nel nuovo piano carcerario, anche perché la questione si presenta dapprima come un oggetto di discussione politica, solo successivamente diventa una dialogo con l'amministrazione. Negli ultimi due anni sono stati fatti investimenti per lavori di manutenzione straordinaria e ne prevediamo altri nel prossimo futuro».

Andrea Della Maggiore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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