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IL CASO

Trattori fermi, un solo operaio

Trattori fermi, un solo operaio

I sindacati contro il Consorzio del Bientina: «Servono 5 assunzioni»

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CAPANNORI. Trattori fermi, autoveicoli fatiscenti, un solo operaio. E’ questo il quadro che le Rsa di Cgil e Uil tracciano del Consorzio di bonifica Auser Bientina.

«Alla vigilia di una importante riunione sindacale che doveva definire il richiamo in servizio di cinque operai a tempo determinato - dicono i sindacalisti Michele Lencioni e Paolo D’Olivo - l’amministrazione consortile senza alcuna motivazione rimanda “a data da destinarsi”. Atteggiamento che in un periodo così delicato e su un territorio così fragile lascia ancora una volta sconcertati. Una scelta che doveva essere considerata una priorità, visto lo scopo istituzionale dell’ente, viene messa da parte con chiara superficialità. Quindi, ad oggi, oltre ad un solo operaio, lo stato dei mezzi consortili per far fronte alle emergenze si conta in una sola trattrice agricola operativa e due ferme. Due delle quattro auto Panda in dotazione, sono ferme per mancata manutenzione e negli anni va aumentando vista la loro vetustà»

Secondo i sindacati l’orientamento dell’amministrazione Ridolfi non lascia dubbi lasciando l’ente indifeso di fronte alla accuse che si perpetrano da anni e che screditano i consorzi di bonifica. «I lavoratori sono sempre stati ligi al loro dovere sopportando sacrifici di ogni sorta in quanto convinti sostenitori dell’utilità dei Consorzi quali enti atti alla difesa e alla regimazione idraulica. Ci sentiamo consapevoli delle capacità acquisite e della profonda conoscenza del territorio con una professionalità che spesso non è riconosciuta ma che se ben sfruttata e potenziata sarebbe sicuramente un utilissima risorsa per tutti i cittadini.

«Ribadiamo che per presentare il bilancio si usano i locali della sede consortile e si offre agli “ospiti” l’acqua del rubinetto (potabile?) non le cene ai ristoranti. E poi, giusto per definire alcune affermazioni che all’interno dell’ente nessun amministratore si è curato di farlo, come mai l’agenda da 150 euro che viene affermato essere stata comprata a proprie spese dall’utilizzatore finisce su un decreto del commissario?».

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