La manifestazione
Prete chiama i carabinieri e smaschera i truffatori
Arrestati (ma poi scarcerati) mentre cercano di farsi dare una somma in contanti in cambio di una donazione fittizia alla chiesa da parte di una «anziana zia»
LUCCA. Il parroco ottantenne non cade nella trappola di due lestofanti che cercavano di ingannarlo e spillargli i soldi e capita l’antifona pensa bene di telefonare agli amici carabinieri prima di andare all’appuntamento fissato dai presunti benefattori della sua comunità religiosa. Così osservato da una distanza di sicurezza dai suoi «angeli custodi terreni» - un maresciallo della stazione di S. Concordio e un pari grado della stazione di Borgo Giannotti - il prete incontra vicino all’ospedale Campo di Marte i truffatori che lo invitano a salire sulla loro auto (presa a noleggio) per condurlo da una presunta «anziana zia» che avrebbe dovuto consegnargli un assegno circolare da incassare dell’importo di 8mila euro. Ma appena il sacerdote fa per salire in macchina i carabinieri bloccano i due malviventi e gli arrestano per tentata truffa. Si tratta di due bolognesi già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e nella fattispecie truffe a prelati. Si tratta di Roberto De Felice, 53 anni e Angelo Ruggeri di 65 anni. Dopo l’udienza di convalida sono tornati in libertà (il processo con rito direttissimo è stato fissato il 25 febbraio), ma non potranno più tornare in Lucchesia perché hanno ricevuto il foglio di via obbligatorio.
La seconda volta. Don Fabio Bianchi, 80 anni, da una vita curato di Sorbano del Vescovo, era stato vittima di una truffa alcuni mesi addietro. Un tizio con la scusa di essere un conoscente del nipote gli aveva spillato 500 euro. Aveva denunciato il raggiro ai carabinieri di San Concordio che si erano raccomandati di chiamare nel caso che qualcuno si fosse ripresentato spacciandosi per amico di un parente o proponendogli qualche strano affare. Detto, fatto. L’altra mattina alle 10,30 il telefono del parroco è squillato. Da un cellulare (sequestrato dai militari e risultato intestato a extracomunitari) la voce di un uomo che si spacciava per dottore e sosteneva di chiamare per conto di una zia disposta a fare una donazione alla chiesa di 8mila euro. Voleva conoscere il conto corrente del parroco o il libretto postale fissando un appuntamento vicino all’ospedale. Il prete, insospettito, ha subito chiamato i carabinieri di San Concordio che avvisati i colleghi di Borgo Giannotti si sono diretti nel luogo dell’incontro e hanno osservato a distanza prima di entrare in azione. In sostanza volevano consegnare l’assegno di 8mila pretendendo però circa la metà in contanti. Il parroco in tasca aveva si e no 20 euro. A quel punto però sono arrivati i carabinieri che hanno bloccato la coppia di presunti truffatori.
Caso analogo. Poco prima la medesima telefonata era arrivata alla parrocchia di Pieve di Compito. Ma il prete non c’era e la perpetua aveva invitato a chiamare più tardi.
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