Attenzione
«Gli enti pubblici pagano le imprese con grave ritardo»
LUCCA. La Confartigiano Imprese Lucca denuncia i ritardi di pagamenti della pubblica amministrazione anche nella nostra provincia. Un recentissimo rapporto della Confartigianato evidenzia come, anche...
LUCCA. La Confartigiano Imprese Lucca denuncia i ritardi di pagamenti della pubblica amministrazione anche nella nostra provincia. Un recentissimo rapporto della Confartigianato evidenzia come, anche nel 2013, la pubblica amministrazione italiana è stata la più lenta in Europa a pagare le imprese fornitrici di beni e servizi: con una media di 170 giorni ha superato di 109 giorni la media Ue di 61 giorni e di 140 il limite di 30 giorni imposto dal decreto legislativo n. 192/2012 sui tempi di pagamento entrato in vigore il 1° gennaio 2013. «I “cattivi pagatori” - afferma Roberto Favilla, direttore della Confartigianato Imprese Lucca - rappresentano un enorme ostacolo alla ripresa economica ed è per questo che chiediamo che i parlamentari locali chiedano l’intervento della Commissione europea e del Governo affinché risolvano questa scandalosa situazione». I ritardi di pagamento degli enti pubblici – si legge nel rapporto di Confartigianato – sono costati alle imprese 2,1 miliardi di euro di maggiori oneri finanziari. Gli imprenditori sono costretti a chiedere prestiti in banca per finanziare la carenza di liquidità derivante dalle fatture non saldate. I pagamenti in 30 giorni imposti dalla legge rimangono quindi un miraggio per le imprese italiane. In media, i piccoli imprenditori devono aspettare 143 giorni per riscuotere i crediti dalla pubblica amministrazione: 113 giorni in più rispetto al termine previsto dalla legge. Tra i settori più penalizzati vi è quello delle costruzioni. I ritardi dei pagamenti hanno avuto pesanti conseguenze sul circa un terzo degli artigiani e delle piccole aziende. Dal rinunciare ad effettuare investimenti per lo sviluppo dell’impresa, a ritardare a sua volta i pagamenti ai propri fornitori, a chiedere un finanziamento bancario o a ritardare il pagamento dello stipendio ai dipendenti. Senza contare che un quarto delle piccole imprese che nel 2013 hanno lavorato per la Pa ha subito restrizioni dalle banche proprio a causa dei ritardi di pagamento degli enti pubblici. Si tratta di una situazione insopportabile».
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