Il Tirreno

Lucca

COME NEL FILM LA GUERRA DEI ROSES

Convivenza al veleno il giudice allontana la donna dalla casa

di Luca Tronchetti
Convivenza al veleno il giudice allontana la donna dalla casa

LUCCA. Da un anno avrebbe reso la vita impossibile al convivente e ai suoi figli maggiorenni. Un conflitto accentuatosi giorno dopo giorno tanto da consigliare il marito professionista a chiudersi in...

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LUCCA. Da un anno avrebbe reso la vita impossibile al convivente e ai suoi figli maggiorenni. Un conflitto accentuatosi giorno dopo giorno tanto da consigliare il marito professionista a chiudersi in camera da letto di notte per paura di un’incursione non gradita della compagna-separata in casa. E, alla vigilia di Natale, assumere un servizio di portierato per controllare con circospezione i movimenti della donna all’interno dell’abitazione. Stanco e impaurito il professionista ultracinquantenne si è rivolto ai carabinieri di San Concordio che hanno eseguito una serie di accertamenti per conto del sostituto procuratore Sara Polino. Alla fine il gip Riccardo Nerucci ha emesso un’ordinanza di allontanamento della convivente, poco più che cinquantenne, dall’abitazione e dal luogo di lavoro del compagno e dei figli dell’uomo. E ha imposto anche il divieto di avvicinarsi a una distanza inferiore ai 300 metri e di comunicare con i congiunti. Se non ottempererà, la donna rischia l’arresto.

Come in un film da incubo. «La Guerra dei Roses», pellicola datata 1989, rappresenta bene quanto sarebbe accaduto in quella casa in Lucchesia. Anche se - stando all’accusa - in questo caso vi sarebbe un lui in veste di vittima e una lei in veste di stalker. Dopo 10 anni di convivenza (entrambi i partner sono reduci da precedenti matrimoni) aumentano dissapori e battibecchi che, dalla fine del 2011, rendono la vita difficile al padrone di casa che vuole interrompere la relazione. Lei invece non ne vuol sapere di andarsene. Intanto iniziato a dormire ognuno per conto suo. E’ allora che, stando ai carabinieri, iniziano i dispetti e le molestie ripetute della donna nei confronti del consorte. Senza essere vista sistema sul fuoco la pentola dell’acqua lasciata lì per ore e ore; lascia aperti i fornelli del gas e i rubinetti in bagno, con rischi di incendio e allagamento della casa. Poi piccole ammaccature ai mobili della cucina e danni ad altri arredi della casa. Ma non finisce lì. Stando sempre all’accusa, la donna prosegue nella sua escalation. Chiude nell’armadio il televisore acceso rischiando di provocare un incendio; cosparge di materiale oleoso le scale e il giardino, e di sapone l’ingresso del bagno, con il rischio che qualcuno possa farsi del male cadendo. Disperato il marito e i figli di lui - maggiorenni - arrivano a chiudersi in camera di notte e ad assumere a fine 2013 una sorta di portiere che controlli cosa fa quella donna durante la loro assenza. Il guardiano si becca pure due sberle, perdendo un paio di denti (prognosi di 15 giorni) quando prova a fermarla. Non serve nemmeno lo sfratto del coniuge perché l’udienza civile viene rinviata.

Carabinieri decisivi. La denuncia ai carabinieri e le indagini che durano mesi risultano decisive e portano la procura a chiedere e ottenere il provvedimento di allontanamento della donna.

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